Modena. Scivola in discoteca e si rompe una spalla Dovrà essere risarcita
La donna cadde sulla pista bagnata mentre stava ballando: gestore condannato a pagare 35mila euro più gli interessi
Salvo casi eccezionali, per la caduta su un pavimento bagnato la responsabilità è di chi è “custode della cosa”. In questo caso, il gestore di una discoteca nella quale la cliente caduta si è fratturata un avambraccio riportando serie lesioni. Lo ribadisce il giudice del Tribunale civile di Modena con una sentenza che fa chiarezza su questo aspetto e condanna il gestore del locale a pagare 34mila euro di risarcimento danni più gli interessi dal 2010 a oggi e anche le spese legali.
Il caso risale infatti a una tarda serata di marzo di otto anni fa. Sono le quattro di mattina ma si continua a ballare dentro il locale allora era gestito dal titolare di un noto club privato di Parma.
In un angolo poco illuminato c’è un gruppo di persone.
Tra queste una donna che non si accorge che il pavimento è bagnato. Mentre allunga il piede, perde l’equilibrio e cade malamente. Viene portata in ospedale e al pronto soccorso le diagnosticano un trauma all’avambraccio sinistro con frattura. Seguono sette giorni di totale inabilità e un lungo periodo di recupero parziale dell’arto. Una cura che comporta anche spese mediche non piccole.
La vittima della caduta fa causa al locale, ma il titolare non si presenta neppure davanti al giudice e quindi non spiega le sue eventuali ragioni che lo hanno coinvolto in questo serio incidente.
Si presentano invece due testimoni che riferiscono la stessa scena: hanno visto la donna ballare e improvvisamente scivolare sul pavimento bagnato in un punto buio, «dove c’erano soltanto le luci basse». Un punto insomma dove non si poteva notare una fonte di pericolo né prevenirla.
Se non ci sono dubbi sul fatto che è stato il pavimento bagnato a far cadere la cliente, non ce ne sono neppure sulla responsabilità del gestore del locale pubblico. Scrive il giudice: «La giurisprudenza di legittimità ha più volte affermato che dalla caduta causata da un pavimento bagnato deriva la responsabilità del custode della cosa”. Insomma, il gestore della discoteca aveva il dovere di impedire che quel punto fosse bagnato oppure fare in modo di isolarlo dai clienti proprio per impedire un incidente del genere. Ma la caduta c’è stata e anche il danno fisico, oltre che il danno morale (compreso nel risarcimento calcolato dal giudice in dettaglio in base alle Tabelle di Milano). Nel calcolo si tiene anche conto del danno non patrimoniale da lesione dell’integrità psico-fisica dal momento che resta comunque un’invalidità successiva alla frattura dell’avambraccio. Non viene invece accolto dal giudice il calcolo di interessi compensativi.
Per questi motivi il giudice condanna il circolo che gestiva il locale e il suo rappresentante legale dell’epoca, il noto gestore di un locale di Parma, al pagamento di un risarcimento dei danni fissato in 34.788 euro in tutto, ai quali vanno a aggiunti gli interessi degli otto anni trascorsi dall’incidente. Lo stesso è condannato anche a pagare le spese processuali compreso la consulenza tecnica del giudice. —
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