La piscina va demolita «Lei è solo sfortunata»
Ormai quattordici anni fa aveva costruito una piscina a ridosso della propria abitazione. La vasca era però abusiva e venne condannata alla demolizione. Nel 2009, un accesso della polizia municipale,...
Ormai quattordici anni fa aveva costruito una piscina a ridosso della propria abitazione. La vasca era però abusiva e venne condannata alla demolizione. Nel 2009, un accesso della polizia municipale, constatò un altro abuso e un altro obbligo di demolizione. La proprietaria, convinta di aver sanato la propria posizione presentando in Comune una Dichiarazione di Inizio Attività, si è così rivolta al tribunale amministrativo, che nei giorni scorsi ha bocciato l’istanza, constatando - su memoria del Comune - come esista un regime urbanistico, che blocca il progetto.
«La ricorrente - scrivono i giudici - ha la sfortuna che la sua proprietà è posta a cavallo di due diverse zone urbanistiche con differenti regimi cosicchè quella che secondo il senso comune può essere qualificata come un’assurdità, costituisce una corretta applicazione delle norme urbanistico-edilizie». —
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