Mercurio vince la fuga dall’orrore fascista
Il fumettista di Finale, Michele Bernardi, conquista l’Animaphix di Bagheria e porta il cortometraggio animato nei più importanti festival mondiali
FINALE. Quella storia - vera - il suo papà gliela aveva raccontata decine di volte, impotente di fronte all’insistenza di un figlio curioso di riascoltare le vicende di un ragazzino in tempo di guerra e del suo amore per la bicicletta. Tanti anni dopo la favola si è fatta realtà, o meglio è diventato un avvincente cortometraggio animato, ottenendo successi e riconoscimenti in tutto il mondo.
Quel figlio “curioso” è Michele Bernardi, 60 anni, fumettista e disegnatore di Finale, autore di importanti collaborazioni con la banda Rulli Frulli, Tre Allegri Ragazzi Morti e Le Luci della Centrale elettrica. Un’artista del disegno, che ha mosso i primi passi negli anni ’70 sulle ceneri della Paul Film di Modena e nei laboratori di animazione sotto la Ghirlandina. «Gli studi erano Bignardi film di Secondo Bignardi e la GLM di Giancarlo e Loretta Marchesi, che allora producevano animazioni per Bozzetto, de Mas, la Linea di Cavandoli e la Pimpa di Altan», ricorda Michele.
MERCURIO CORRE E VINCE. Ma torniamo alla sua storia, o meglio a quella di Mercurio, ragazzino che riesce a salvarsi durante il periodo della Seconda guerra mondiale. Un lavoro di oltre dieci minuti, che ha vinto il prestigioso festival Animaphix di Bagheria, venendo anche selezionato per celebri concorsi mondiali, dall’Asia al Linoleum Festival di Kiev al “Cartón” di Buenos Aires.
Le motivazioni dell’evento siciliano parlano del «suo approccio esteticamente piacevole e per la sua storia toccante. Mentre da un lato il film è sostenuto da una narrazione chiara ed emotiva, dall’altro prende il volo come un sogno sinuoso e pieno di immaginazione che si inserisce senza sforzo all’interno del film nel suo complesso. Il livello legato alla produzione è sempre alto e la musica lavora in simbiosi con la storia e le immagini, realizzando di fatto un film molto toccante, bello e stimolante».
Storia vera e storia di vita. «Ci ho messo quasi sei anni a preparare Mercurio - spiega Bernardi - Non ho un produttore alle spalle e così mi ci sono dedicato nei ritagli di tempo e di notte. La soddisfazione più grande è proprio questa, aver ottenuto consensi al di fuori di un circuito molto più strutturato. Il protagonista del cortometraggio è un ragazzino che adora la bicicletta, viene fermato e rinchiuso in un campo di smistamento, pronto per essere mandato in un campo di concentramento. Ma insieme ad un marinaio riesce a fuggire, i due decidono di dividersi per aumentare la possibilità di salvezza e confondere gli inseguitori. Lui ce la farà, vincerà la propria battaglia contro il fascismo. Ma c’è una storia nella storia: ho provato a raccontare il percorso di emancipazione di un giovane, costretto a diventare rapidamente uomo, affrontando gli ostacoli della vita».
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