Scalzi, pregando per Genova alla processione secolare
A S. Michele dei Mucchietti non solo sassolesi ma pure cittadini di altre province «Il nostro pensiero rivolto soprattutto alle vittime del disastro del ponte crollato»
Tradizione secolare rispettata e molto partecipata con un pensiero alle vittime di Genova, all’alba di Ferragosto a San Michele dei Mucchietti, per la processione penitenziale a piedi scalzi in onore della Vergine Assunta. È dal 1855 che nella frazione a sud della città si celebra questa funzione religiosa. Il gruppo di fedeli è costituito non solo dagli abitanti di San Michele, ma anche dei paesi limitrofi che vogliono continuare a tenere vivo il voto fatto alla Madonna, nel 1855, quando gli abitanti vennero salvati dalla peste. La processione, partita dalla chiesa parrocchiale alle 6,30 dopo il rosario delle 6, ha raggiunto l’oratorio della Madonna di Loreto dove è stata celebrata la messa dell’Assunzione al cielo di Maria. Terminata la messa, la statua della Madonna è stata riportata nella chiesa parrocchiale. Quest'anno la messa è stata celebrata da don Giovanni Rossi, parroco dell’Unità pastorale del centro. Era presente anche don Marco Ferrari, parroco dell’Unità pastorale della Madonna del Carmelo. «Molti sanmichelesi – ha detto don Marco Ferrari – partono per le località di vacanza dopo aver partecipato alla processione. Ciò è dovuto al fatto che gli abitanti sono molto devoti alla Madonna e sono legati alla tradizione. Tutto inizia nel 1855 quando Maria salvò gli abitanti dalla peste. Oggi la tradizione continua con le preghiere della popolazione che chiede aiuto per altri tipi di problemi». Una tradizione e una voglia di partecipare confermata dai tanti fedeli. «Sono nata a San Michele – spiega Lorella Casolari - e vivo a Salvaterra che si trova a mezz’ora da qui. Sono 60 anni che partecipo a questa processione e sin da bambina i miei genitori mi portavano alla funzione religiosa. Inoltre dopo la processione con alcuni parenti andavamo a trascorrere la giornata nella pineta di Serramazzoni. Rispetto agli anni passati ci sono meno persone, meno fedeli ma la processione resiste comunque nei secoli...».
«Sono trent’anni – continua Antonella Vandelli – che partecipo a questa processione. Sono nata a Sassuolo, ma vivo a Zola Predosa e da lì arrivo anche se non abito proprio a due passi... Nel corso degli anni ho notato che anche le persone non credenti si avvicinano a questa processione. Ricordo una frase di Padre Pio: “Anche chi non crede ha bisogno del Signore”.Ecco... solo nella fede si superano le difficoltà della vita». I problemi della vita sono tanti e le difficoltà nascono anche quando ci si trova di fronte a disastri provocati da calamità naturali o provocate dall’uomo. «È la prima volta – aggiunge Pierina Parazza – che vengo a questa processione perchè sono devota a San Michele Arcangelo. Sono venuta insieme alla mia amica Antonella Vandelli che viene a San Michele da parecchi anni. È importante avere fede e questi giorni di tragedie che si sono abbattute sull’Italia sono stati uno stimolo in più a partecipare. Vivo anch’io a Zola Predosa e ho sentito comunque il boato dell’esplosione del tir sull’autostrada di Bologna. Terribile, come ancor più terribile è la tragedia del ponte di Genova.... Durante la processione il mio pensiero è andato alle vittime di Genova».
«Sono dieci anni – conclude Loredana Imarizio, che abita a Sassuolo – e sono dieci anni che vengo alla processione. Ho cominciato a partecipare a questa funzione religiosa grazie ad una mia amica. Sono una devota della Madonna e una laica francescana in un gruppo costituito da persone che aiutano le suore di Suor Maria Pellesi». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google