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Vigili del fuoco da Modena a Genova: «Al lavoro con i nostri cani per cercare sopravvissuti»

Saverio Cioce
Vigili del fuoco da Modena a Genova: «Al lavoro con i nostri cani per cercare sopravvissuti»

Marco Rubbiani e Alessandro Ridetti, dell'unità cinofila dei Vigili del fuoco, sono partiti poco dopo il crollo del ponte Impegnati per oltre due giorni assieme a Piera e Mia, infaticabili border collie

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MODENA. Venti minuti dopo il crollo è arrivata la prima chiamata per l’allerta e subito dopo è scattato il piano d’emergenza per portarli tempestivamente, in elicottero, a Genova.

È iniziata così, il 14 agosto, la giornata più lunga per Marco Rubbiani e il suo border collie Piera, specialisti nella ricerca di sopravvissuti in caso di disastri. Il loro lavoro è finito 54 ore dopo, con solo quattro ore di sonno tra un turno di ricerca e l’altro. E lo stesso è accaduto per Alessandro Ridetti e Mia, secondo modenese dell’unità cinofila in forza ai Vigili del Fuoco di Modena. Per quest’ultimo il viaggio è stato in auto, con altri colleghi e con il dolore nel cuore; Genova, infatti, è la città in cui è vissuto prima di trasferirsi a Modena, lì vivono i suoi genitori e i suoi parenti. Ma appena è arrivato ha cominciato a muoversi con il suo amatissimo cane, tra le macerie, e dal pomeriggio all’alba successiva è rimasto a fianco della sua amata Mia, anche questa border collie, con un super addestramento alle spalle.

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«Per noi due giorni e mezzo di lavoro di fila, con poche ore di sonno in mezzo, sono uno standard normale in mezzo alle calamità - raccontano i due pompieri - Il lavoro che abbiamo davanti è quello di muoverci, seguendo le direttive di chi coordina i soccorsi, all’interno di zone ben identificate. I cani seguono il cosiddetto “cono d’odore”, il perimetro di un’area che con il loro fiuto riescono a sentire sino a trovare l’eventuale disperso. Per questo il coordinamento con le altre unità e con l’istruttore è strettissimo. Dopo che sono passati i nostri cani si può essere sicuri che lì sotto non ci sono vittime o sopravvissuti: a quel punto l’area si considera bonificata e ci si può spostare su un’altro punto, concentrando gli sforzi sulle aree non controllate».

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Rubbiani e Ridetti sono tornati da poco da Genova e sono in perenne reperibilità. In queste ore frenetiche, dopo quattro giorni dalla tragedia, le possibilità di trovare dei dispersi ancora vivi sono flebili ma non per questo la macchina dei soccorsi si ferma. Appena arrivati c’erano al lavoro 40 unità cinofile, quasi un terzo dei 130 che i Vigili del Fuoco hanno in forza a livello nazionale. Ora sono 20 ma le ricerche continuano giorno e notte, senza interruzione; anche i nove effettivi dell’Emilia Romagna sanno che possono essere richiamati in ogni momento per dare il cambio agli altri.

I due pompieri modenesi non si staccano mai dai loro border collie. Anche se Rubbiani è un vigile del fuoco volontario, al di fuori del lavoro di docente di elettronica all’Iti Corni, il suo impegno per il cane da ricerca non differisce in nulla da Ridetti, che invece è in servizio permanente alla caserma di via Formigina. Stesso estenuante corso di formazione di un anno, formazione con i cinofili una volta al mese, vita in comune con il cane nel tempo libero per continuare l’allenamento.

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Ovviamente nessuno dei due si stacca dal cane la domenica e neppure in vacanza. Una simbiosi perfetta che ha come unico limite i dieci anni d’età, dopo il quale Piera e Mia resteranno in casa, per un pensionamento inevitabile. «Li abbiamo comprati noi, questa è la regola che abbiamo scelto e condiviso - dicono - resteranno con noi per sempre». Intanto però non smettono di addestrarli, la prossima chiamata può arrivare a ore. —


 

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