Ora gli interventi all’esofago diventano meno invasivi con una tecnica giapponese
a baggiovaraUna nuova tecnica endoscopica, messa a punto in Giappone per curare i disturbi motori dell'esofago, è stata applicata dalla equipe di Endoscopia Digestiva diretta dalla dottoressa Rita...
a baggiovara
Una nuova tecnica endoscopica, messa a punto in Giappone per curare i disturbi motori dell'esofago, è stata applicata dalla equipe di Endoscopia Digestiva diretta dalla dottoressa Rita Conigliaro all’ospedale di Baggiovara.
Si tratta di quella che è stata ribattezzata in inglese Per-Oral Endoscopic Miotomy (POEM), e che nel tecnicismo del vocabolario medico si chiama “miotomia per-orale endoscopica”.
In questi mesi è stata eseguita su otto pazienti, alcuni portatori di una malattia rara denominata “Acalasia” e altri affetti da un altro raro disturbo motorio dell'esofago denominato “Cardias iporilasciante con spasmo esofageo”.
«La POEM – spiega Rita Conigliaro - consiste nel praticare un tunnel nello spessore della parete esofagea. Il principio è il medesimo dell’intervento chirurgico laparoscopico, cioè quello di effettuare tagli sempre più piccoli. In questo caso però l’accesso è interno, tramite il gastroscopio, evitando qualsiasi, sia pur minima, incisione della parete addominale».
Entrambe lemalattie sono disordini funzionali dell’esofago che determinano il sintomo DISFAGIA, cioè la difficoltosa o talora quasi impossibile assunzione di cibo per via orale.
Gli interventi sono stati effettuati dai gastroenterologi dottor Raffaele Manta e dottoressa Conigliaro, assieme agli anestesisti e al personale infermieristico del Blocco di Endoscopia Digestiva. Si tratta di una tecnica complementare, che per la sua complessità viene utilizzata per casi specifici ma ha ampi margini di diffusione.
L'acalasia è la più comune patologia motoria primitiva dell'esofago che colpisce circa una persona su 10.000 e provoca la progressiva perdita della peristalsi esofagea. Il risultato è la disfagia, cioè la sensazione di arresto del bolo alimentare nell'esofago, sia per i liquidi sia per i solidi. Nel 70% dei casi provoca rigurgito di cibo non digerito, soprattutto notturno e durante i pasti (spesso riferito come vomito), tosse notturna, causata dal rigurgito, che può penetrare nelle vie respiratorie. SI possono avere anche eccessiva salivazione e alitosi mentre nel 30% dei casi è presente dolore toracico. «I pazienti con tali disturbi – spiega il dottor Marzio Frazzoni, responsabile del Centro di Fisiopatologia Digestiva dell’Ospedale Civile - possono essere trattati anche con cicli di dilatazioni endoscopiche e con iniezioni di tossina botulinica». —
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