«Serve subito un presidio contro le bande di spacciatori»
«Se non si interviene lanciando un segnale forte tutta questa zona rischia di trasformarsi in un ghetto a scapito di chi lavora e investe»
«La situazione ora è invivibile, ma quello che ci fa indignare è il fatto che le forze dell'ordine abbiano snobbato la situazione».
I giovani gestori del bar ristorante Latteria#21 spiegano: «Alle 18.30 eravamo in diretta: sotto al portico, vicino all’incrocio, ma anche in strada, era un continuo spacciare. Una consegna di dosi dietro all’altra da parte di maghrebini, segno che il giro si è creato e che questa zona è diventata un luogo fisso e sicuro per poter fare i loro affari. Abbiamo chiamato la centrale, dopo un po’ è arrivata una Volante. Quello che non capiamo è che gli agenti hanno guardato, poi sono risaliti verso via Malatesta e poi sono andati via. Fine del controllo, fine del sopralluogo. Tutto poi è tornato com’era prima sino a sfociare nella rissa alle 23.30 e poi nel terribile pestaggio tra i due maghrebini. Anche nel caso della rissa glia genti della Municipale in borghese hanno detto di conoscere un po’ questo giro, che stanno monitorando i vari personaggi...». Nel frattempo la situazione si sta conclamando.
«La realtà - proseguono i gestori - è che da un mese e mezzo, approfittando della chiusura estiva degli altri locali, si sta creando un piccolo “ghetto”. E questo è ciò che tutti quanti , residenti ed esercenti, non vogliamo assolutamente che si crei, perché andrebbe ad inficiare tutti i nostri sforzi di rendere la zona vivibile ed appetibile, vanificherebbe gli sforzi di chi, a partire dagli stessi negozi etnici che sono presenti numerosi non solo in qui, sta lavorando e sodo in un contesto già difficile».
I giovani gestori spiegano: «Si concentrano bande di maghrebini nel tratto di via Carteria che porta a via Emilia, approfittano della presenza del negozio etnico e del fatto che ci sono altre attività gestite e mandate avanti da stranieri. Mentre questi cercano di lavorare e di tenersi fuori dai guai, questi arrivano ed iniziano a comandare, a insediarsi, ad occupare la zona per poter trafficare liberamente».
Il gestore del negozio di alimentari, un pakistano, conferma: «Mi minacciano, sono violenti, vogliono fare quello che pare a loro in barba a regole e regolamenti. Non riesco ad allontanarli perché è pericoloso».
I gruppi bevono, si affrontano, spacciano. «Il vero problema è che manca un presidio delle forze dell’ordine - affermano alla Latteria#21, parole che trovano l'immediato consenso dei presenti l’altra notte - perché se il fenomeno inizia a radicarsi e qui siamo già a buon punto, dopo è estremamente difficile estirparlo. I controlli, se si traducono solo in un passaggio di routine, allora non servono. Occorre intervenire finché si è in tempo, serve un segnale forte, serve davvero uno sforzo». —
S.TO
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