Brucia auto da oltre 30 anni Il piromane torna in carcere
Giuseppe Purpura incastrato dalle telecamere del Comune e di una tabaccheria Precedenti fin da ragazzino e nel 2009 dava a fuoco ai suv posteggiati a Modena
CASTELFRANCO
Le telecamere del Comune lo immortalano in sella alla sua bicicletta mentre percorre viale Martiri dopo il presunto incendio in via Andrea Costa e mentre si dirige presumibilmente in via Ripa Superiore dove darà fuoco ad altre due vetture di cui una alimentata a Gpl e con il rischio di provocare una gigantesca esplosione. Pochi istanti dopo viene ripreso dal sistema di videosorveglianza di una tabaccheria: sta di nuovo pedalando e con sé tiene l’immancabile borsello. Si muove agile Giuseppe Purpura, 53 anni, tra le strade di Castelfranco dove per due notti ha tenuto in scacco carabinieri e polizia municipale.
Gli investigatori sono certi sia lui il piromane fermato sabato pomeriggio nel quartiere Mezzaluna dopo una violenta colluttazione in cui è rimasto ferito un carabiniere, dimesso dall’ospedale con 25 giorni di prognosi per un problema alla spalla. E a Purpura, infatti, vengono contestati sia gli incendi di cinque automobili e due autobus sia la resistenza a pubblico ufficiale. Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto la custodia in carcere a Modena mentre il suo avvocato, Roberto Ghini, ha chiesto i termini a difesa per studiare una strategia difensiva. Il 53enne tornerà in tribunale il 24 settembre per rispondere delle accuse.
La sua è una vita piuttosto turbolenta. Ha precedenti specifici con gli incendi fin da quando era minorenne. Ma le azioni più recenti riguardano il 2009 quando per giorni si rese protagonista di alcuni, devastanti incendi a Modena. Venne soprannominato il “piromane dei suv” del centro storico perché dava alle fiamme i grossi fuoristrada parcheggiati in corso Canalchiaro e nelle trasversali. Diciannove i mezzi dati alle fiamme in quel periodo, ma all’uomo vennero poi contestati solamente cinque degli incendi dolosi (e per altri due fu scagionato in Appello), il più grave dei quali era stato appiccato in via dei Servi, accanto all’istituto Venturi, gravemente danneggiato. In quella circostanza le fiamme distrussero tre suv ma provocarono anche ingenti danni alla facciata della scuola.
A distanza di anni è tornato a colpire a Castelfranco. A quanto si apprende utilizzava una tecnica piuttosto semplice per incendiare le vetture che sceglieva a caso. Con sé aveva dei pezzi di carta che poi imbibiva con del combustibile, era l’innesco perfetto per distruggere le vetture parcheggiate in spazi pubblici e anche una Mercedes di via Muzza Corona dove il 50enne - sempre stando alle accuse mosse dagli inquirenti - si sarebbe introdotto in un giardino privato, raggiunto sempre in sella alla sua bicicletta, la stessa che lo riprende mentre si aggira per la città la notte dei primi incendi. —
F.D.
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