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Modena, il Museo del Louvre chiede in prestito il Compianto del Mazzoni

Stefano Luppi
Modena, il Museo del Louvre chiede in prestito il Compianto del Mazzoni

Uno dei maggiori capolavori antichi in città come il Compianto sul Cristo morto di Guido Mazzoni, purtroppo troppo spesso non visibile in città, sarà una delle opere d’arte principali in...

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MODENA. Uno dei maggiori capolavori antichi in città come il Compianto sul Cristo morto di Guido Mazzoni, purtroppo troppo spesso non visibile in città, sarà una delle opere d’arte principali in una grande mostra che il Louvre di Parigi sta organizzando per il 2020. L’occasione sarà una rassegna che il maggior museo di Francia dedicherà all’arte negli anni di Leonardo da Vinci e ci sarà appunto il grande gruppo plastico di Guido Mazzoni, scultore modenese vissuto tra il 1450 e il 1518.

Con ogni probabilità questa statue di notevoli dimensioni prenderà dunque la volta di Parigi e così il paradosso - poco visibili a Modena, migliaia di visitatori al giorno al Louvre - sarà compiuto nonostante l’aumento sensibile dei turisti sotto la Ghirlandina.

L’Arcidiocesi di Modena, proprietaria del gruppo scultoreo è orientata a dire sì all’importante prestito che in effetti rappresenta una bella occasione per l’importanza del pezzo e della città che lo ospita probabilmente fin da quando venne realizzato negli anni ’70 del quattrocento. Se dunque la disponibilità di massima da parte della Chiesa modenese al prestito è reale, va ricordato che deve ancora partire l’iter da parte della Soprintendenza. L’ufficio statale di tutela, infatti, ha l’ultima parola in tema di prestiti e gli esperti dovranno valutare se un’opera così importante potrà lasciare la sua sede in San Giovanni. Nonostante il Louvre garantisca un livello altissimo in tema di sicurezza di trasporti, assicurazione, condizioni espositive la decisione è piuttosto delicata. Un altro capolavoro di Mazzoni, come la Madonna della pappa conservata in Duomo, per dire, ben difficilmente potrebbe essere prestata. La fragilità del Compianto di Mazzoni non è data solo dalla sua età, ma pure dal fatto che è stata sottoposta a uno “scempio”.

L’opera, infatti, venne ricollocata al suo posto nel 2002 dopo un prolungato restauro avvenuto nove anni prima. Si trattò di un intervento di manutenzione scellerato, uno “scuoiamento” vero e proprio delle otto figure in terracotta. Le statue, infatti, fino a quella occasione erano colorate (il colore era probabilmente ottocentesco).

Chi è non più giovanissimo ricorderà il Compianto di Mazzoni ancora colorato, prima dell’intervento effettuato da un restauratore molto noto come Ottorino Nonfarmale con la supervisione di Jadranka Bentini e Andrea Emiliani, all’epoca rispettivamente soprintendenti per i beni artistici di Modena e Bologna. Un importante storico dell’arte e docente universitario come Massimo Ferretti parlò di quello statue dopo il restauro come dotate di “occhi da zombies”. A proposito del grande artista va anche rilevato, purtroppo, l’assenza di iniziative a Modena riguardo a uno dei suoi maggiori artisti di ogni tempo esposto in Duomo e con opere nei principali musei. L’artista scomparve infatti il primo febbraio 1518, dunque sono cinquecento anni e a tutt’oggi non si ha notizia di nessuna mostra o conferenza per ricordarne la vita e le opere. Su Mazzoni, insieme al contemporaneo Begarelli, ci fu una importante rassegna nel 2005. Sono trascorsi 13 anni e la chiesa di S. Giovanni Battista è ancora quasi sempre sprangata. —


 

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