Operatrice del Com ha la pertosse Centinaia di pazienti vanno in profilassi
Rintracciati dall’Igiene pubblica insieme al personale Per tutti sarà obbligatorio assumere un antibiotico
Centinaia di pazienti e dipendenti del Centro Oncologico Modenese “Beccaria” presso il Policlinico rintracciati dall’Igiene Pubblica per sapere come stanno.
E per disporre una profilassi necessaria a base di un antibiotico capace di contrastare l’insorgere della pertosse.
Motivo: nei giorni scorsi «al Servizio Igiene Ospedaliera dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena è stato notificato un caso di pertosse in una operatrice sanitaria degli ambulatori del Padiglione Oncologico Beccaria del Policlinico, rientrata dopo un lungo periodo di assenza», spiega una nota dell’azienda.
La persona in questione ha lavorato alcuni giorni, da lunedì scorso, a stretto contatto con i pazienti, poi ha accusato i sintomi della pertosse, che è stata in effetti riconosciuta.
Come sempre avviene in casi del genere, la Direzione Sanitaria, in accordo con il Servizio di Igiene Pubblica dell’Ausl e con il Medico Infettivologo, ha avviato ieri le misure di prevenzione della diffusione (profilassi) su tutti i pazienti e gli operatori che hanno avuto un contatto diretto con il caso segnalato.
«Nessuno altro paziente o operatore, ad oggi, è risultato sintomatico», precisano dal Policlinico, anche se è ancora presto, visto che è trascorsa una settimana, per avere certezze su eventuali contagiati.
Lo scorso anno era accaduto all’ospedale di Baggiovara, dove alla fine furono invece una ventina i casi poi manifesti. Per non correre rischi, è stata disposta l’assunzione a tappeto di azitromicina, un antibiotico.
«La pertosse - precisa una nota del Policlinico - è una malattia infettiva diffusa in questo periodo nella popolazione e che, quindi, può colpire anche gli operatori sanitari. Di solito per prevenire la diffusione è sufficiente una profilassi mirata e l’utilizzo di mascherine chirurgiche, durante il periodo della profilassi. La diagnosi della pertosse non è sempre immediata visto che il sintomo principale, la tosse, è diffuso in una stagione caratterizzata da forti gli sbalzi termici e dal massiccio utilizzo dell’aria condizionata. Per questo motivo i primi sintomi della pertosse possono essere confusi con quelli di un semplice raffreddamento.
«La pertosse – spiega il dottor Mauro Codeluppi, infettivologo del Policlinico - è una malattia infettiva batterica contagiosa, i cui sintomi sono solitamente simili a quelli del raffreddore comune, presentandosi con un naso che cola, febbre e tosse lieve a cui seguono settimane caratterizzate da attacchi più forti. La malattia, nell’adulto, solitamente, non ha un decorso grave, mentre nel bambino può portare a complicanze anche severe. Per la pertosse esiste un vaccino che, però, non è obbligatorio».
Il contagio avviene per contatto diretto, entro un metro, non istantaneo, con le secrezioni mucose del tratto respiratorio. Ha un periodo di incubazione di circa 10 giorni (con un range variabile da 6 a 20 giorni). La probabilità di essere colpiti dalla malattia dopo stretto contatto con un soggetto infetto è del 90% degli individui non vaccinati. E la vaccinazione comunque non fornisce una copertura completa. —
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