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Centinaia di persone si sono precipitate fuori di casa anche in alcuni comuni della Bassa Bellelli tranquillizza con un immediato post su Facebook: «È tutto sotto controllo»  

A Carpi c’è chi ha dormito in auto Il sindaco in piazza nella notte

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A Carpi c’è chi ha dormito in auto Il sindaco in piazza nella notte

il raccontoUn rumore, quel rumore, che nel cuore della notte ha risvegliato Carpi, da piazza Martiri alle periferie. Risvegliando troppi ricordi tutti insieme, ricordi che fanno sprofondare nella...

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il racconto

Un rumore, quel rumore, che nel cuore della notte ha risvegliato Carpi, da piazza Martiri alle periferie. Risvegliando troppi ricordi tutti insieme, ricordi che fanno sprofondare nella stessa paura provata nel 2012.

Erano da poco passate le 2.30 nella notte fra lunedì e ieri quando quei ricordi si sono materializzati nuovamente nella mente, e nel cuore, dei carpigiani.

Una scossa rumorosa ha fatto precipitare centinaia di cittadini giù dal letto e poi fuori, nelle strade con il cuore in gola.

Tra i cittadini che si sono svegliati per il boato provocato dalla scossa c’è il sindaco di Carpi Alberto Bellelli, corso immediatamente a verificare se ci fossero o meno emergenze da risolvere.

«Alle 2.33 una scossa di 3.9 ha svegliato molti di noi - ha scritto su Facebook Alberto Bellelli pochi minuti dopo la scossa - Epicentro localizzato a Bagnolo in Piano. A Carpi non si segnalano al momento problemi a persone o cose. Anche dall'ospedale nessuna segnalazione. Un po’ di gente in strada. Io sono in piazza ed è tutto sotto controllo. Raccomando di utilizzare i numeri dell’emergenza solo per reali necessità». Ha scritto così Bellelli sul suo profilo, tranquillizzando i cittadini del suo Comune, dove obiettivamente la scossa si è sentita più che altrove.

Nemmeno durante la giornata di ieri sono sorte emergenze legate al terremoto. Non giungono né da ospedale, né da vigili del fuoco notizie di chiamate per richieste di soccorso. L’Ausl fa sapere che non sono stati riportati danni né al Ramazzini di Carpi, né al Santa Maria Bianca di Mirandola: i sopralluoghi dei tecnici non hanno evidenziato criticità. Ma, di certo, attenuare il solco della grande paura, ravvivato dalla scossa delle 2.33, non sarà facile. Se non ci sono ferite fisiche da curare, quindi, ci sono quelle emotive da lenire.

«Ero a letto e ha ballato tutto intorno a me, proprio come quella terribile notte del 20 maggio 2012 - confida una carpigiana - Non ho fatto in tempo ad accorgermi del boato che mi sono infilata le scarpe e sono corsa fuori. Non so se durante le prossime notti riuscirò a dormire a letto. Ho provato la stessa sensazione di sei anni fa. Indelebile». Come questa carpigiana, anche tanti altri si sono riversati in strada. E hanno raggiunto piazza dei Martiri, cuore pulsante della città che già nel 2012 ospitò numerose persone in preda allo spavento, disorientate dal terremoto. «Mi sono alzato, mi sono vestito e ho aspettato che arrivasse un’altra scossa che poi, per fortuna, non é arrivata. Ugualmente, ho preferito dormire in macchina. Non si sa mai», confida un altro carpigiano mentre sistema il vademecum delle misure di emergenza distribuite dal Comune.

Vademecum che indica, tra l’altro, quali sono i comportamenti da rispettare in caso di alluvione, terremoto e incendio. Oltre ai luoghi della città da considerarsi luoghi sicuri in caso di calamità. —

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