Modena, addio a Giancarlo Benatti, politico misurato e con l’amore per la storia
Se n’è andato all’improvviso, colpito da un malore a 73 anni, l’ex assessore Giancarlo Benatti, per quattro lustri consigliere comunale e protagonista di molte iniziative per valorizzare la storia della città
MODENA. Se n’è andato all’improvviso, colpito da un malore a 73 anni, l’ex assessore Giancarlo Benatti, per quattro lustri consigliere comunale e protagonista di molte iniziative per valorizzare una città che portava nel cuore e per cui ha continuato a spendersi anche quando ha lasciato la politica attiva.
La sinistra modenese è in lutto per la sua scomparsa. Con lui se ne va un protagonista silenzioso e discreto della vecchia guardia. Non era uno dei numi tutelari del partito, anche perchè essendo del ’45 apparteneva alla generazione cresciuta dopo la guerra, ma la sua militanza, iniziata da ragazzo nella Fgci degli anni ’60, faceva di lui il prototipo dei nuovi amministratori degli anni ’70 che prendevano le redini della città con il passaggio delle consegne dai protagonisti della Resistenza.
Da questo punto di vista Benatti seguì il cursus honorum della sua generazione, un passaggio dopo l’altro; prima il lavoro di massa, come si diceva allora, nelle organizzazioni giovanili, poi nel partito, poi la selezione verso il consiglio comunale e da lì all’incarico di amministratore il passaggio era lunghetto.
Puntuale a ogni consiglio comunale, sempre presente come si conveniva a un esponente della maggioranza, salì lo scalone di piazza Grande ininterrottamente dal 1972 al 1992, nel momento di massimo fulgore, anche di consenso, del Pci modenese.
Tra il 1982 e il 1987 fu assessore ai Lavori Pubblici e alla casa, un incarico di grande delicatezza e prestigio nella nomenklatura politica di quegli anni. Fu a fianco del vulcanico sindaco Mario Del Monte e poi di Alfonsina Rinaldi, che fu il primo sindaco donna di Modena. Con entrambi mise a disposizione le sue competenze ma soprattutto il suo metodo di lavoro. E di ascolto: una dote che amici o avversari gli riconoscevano al di là delle differenze politiche, in consiglio e fuori.
«Nei suoi incarichi politici - così lo ricorda il sindaco Muzzarelli - ha sempre dimostrato una straordinaria serietà, rigore morale e competenza, sempre con Modena ed i modenesi nel cuore».
Cordoglio per la sua scomparsa è stato espresso anche dalla presidente del Consiglio comunale Francesca Maletti. «Fu segretario cittadino del Pci - così lo ricordano Davide Fava e Andrea Bortolomasi, rispettivamente segretario provinciale e cittadino del Pd - e ha speso la sua vita lavorativa per il movimento cooperativo dopo aver svolto con serietà e competenza il suo incarico come amministratore».
«Ero legato a lui da un lungo rapporto di comune militanza politica e poi di collaborazione in Comune a Modena; ho avuto il privilegio di occuparmi, insieme a lui, del centro storico - scrive Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna - Gian ha amato e servito bene la sua comunità. Per me ha rappresentato tanto: la sua passione e la sua cultura, la sua competenza ed esperienza sono stati un punto di riferimento. Era un signore anche nello stile, una bella persona». —
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