Furto sacrilego nella chiesa e l’ospedale è senza telecamere
Un ladro ha forzato il tabernacolo portando via soltanto alcune ostie consacrate Nessun occhio elettronico a vigilare l’ingresso, il pronto soccorso e i vari piani
Don Charles Niamba, per tutti don Carlo, è addolorato: «Hanno offeso il nostro Signore Gesù, proprio qui, in questo luogo dove i malati, i loro parenti, i medici e gli infermieri chiedono la forza, chiedono il sostegno contro ogni sofferenze, contro le difficoltà che stanno vivendo. Ora preghiamo, recitiamo preghiere riparatorie contro questa grave offesa perché chi ha agito ha voluto rubare solo le ostie consacrate».
«E soprattutto - aggiunge il religioso - ha potuto rubare comodamente perché, nonostante il problema esista da molto tempo, qui all’ospedale di Baggiovara non ci sono telecamere. Ne va della sicurezza di tutti».
Qualcuno domenica scorsa, dopo che don Carlo ha recitato la messa e dopo che assieme ai suoi collaboratori era passato in ogni reparto per dare la comunione ai malati in corsia, si è introdotto nella chiesetta interna dell’ospedale di Baggiovara. «Mi stavo un attimo riposando quando, poco prima delle 14 - racconta don Carlo - sono stato chiamato perché una infermiera aveva visto il tabernacolo scassinato. In effetti era così. Sull’altare, accanto alla porticina violata, c’era la pisside, cioè calice che conserva le ostie consacrate, o particole. Probabilmente è stata colpita, perché era ovale, era stata deformata e non si chiudeva più. Le particole non c’erano. Ho chiamato la vigilanza, abbiamo cercato, guardato in giro se per caso fossero state buttate via o se avessero preso qualcos’altro, ma nulla. Se avessero cercato qualcosa di valore avrebbero potuto trovarlo, invece solo le particole. Siamo preoccupati, questo è un furto sacrilego, preoccupati per l’uso che potrebbero farci». E il pensiero va subito a messe nere o riti esoterici di varia natura.
La chiesetta, la cappella del furto è all’interno dell’ospedale. Se il problema dei furti nelle chiese è quello della mancanza di sistemi d’allarme e di video sorveglianza, qui, più propriamente, non è un problema della chiesetta, ma di tutta la struttura ospedaliera. Una struttura dove centinaia di persone entrano ed escono: se tra questi, e ci riferiamo all’ingresso principale, c’è un ladro o un malintenzionato, questi può entrare ed uscire dall'ingresso principale senza che nessuno lo veda, senza che venga in qualche modo intercettato da videocamere.
Perché? Perché non ci sono. Non ci sono telecamere agli ingressi dell’ospedale, non ci sono al pronto soccorso, non ci sono nelle aree dei reparti, cioè quelle di accesso, di transito, dove è possibile collocarle senza creare problemi di privacy. E all’esterno, a vigilare i parcheggi? Lì ci sono ma chi le osserva al massimo può esercitarsi in studi di botanica. Sono state collocate in luoghi sì opportuni ma quando le piante erano ancora giovani. Ora il verde è cresciuto e in pratica ha ricoperto ogni apparecchiatura, rendendo inutile il servizio. E dire che un piano sicurezza-videocamere ci sarebbe, previsto in due step, prima agli ingressi e all'esterno e poi ai piani dei reparti. Ma è tutto bloccato da un anno pare per un contenzioso tra le parti, presumibilmente tra chi deve gestire il servizio di vigilanza e la direzione ospedaliera. —
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