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Il sindacato sappe 

«Lavoriamo bene ma non è isola felice»

S.D.

«La Casa di Lavoro di Castelfranco può apparire come un’isola felice, in quanto non si tratta di un vero e proprio carcere e la popolazione è senza alcun dubbio meno numerosa, ma il lavoro da...

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«La Casa di Lavoro di Castelfranco può apparire come un’isola felice, in quanto non si tratta di un vero e proprio carcere e la popolazione è senza alcun dubbio meno numerosa, ma il lavoro da svolgere rimane delicato». A parlare è Francesco Campobasso, Segretario nazionale del Sappe, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria che segue molti agenti che attualmente lavorano all’interno della Casa di Lavoro di Castelfranco.

È proprio Campobasso a spiegare il modus operandi attraverso il quale i poliziotti che vi prestano servizio si interfacciano con gli internati, con i detenuti e con tutte le situazioni che quotidianamente si presentano all’interno della struttura. «Nel complesso possiamo dire che nella Casa di Lavoro si opera abbastanza bene in quanto il personale è integrato con la popolazione detentiva. In questi anni il rapporto tra i sindacati e la direzione della struttura si è basato sul costante confronto e su una piena sinergia. La collaborazione è stata massima su tutti i fronti».

A Castelfranco, secondo i dati del Sappe, lavorano sessanta agenti penitenziari. L’assegnazione, inoltre, non è costante ma avviene solo in caso di pensionamento. «Come detto il lavoro da svolgere, nonostante il clima sereno - conclude il sindacalista - è comunque delicato anche perché molte volte all’interno della stessa cella si trovano un detenuto e un internato, che dunque hanno due situazioni giudiziarie diverse e che si trovano nella Casa di Lavoro per aver commesso reati differenti e con due pene da scontare distinte». —

S.D.

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