Schianto in moto, un 53enne di Modena morto dopo due giorni d’agonia
Sabato pomeriggio, subito dopo aver staccato dal suo turno di lavoro, aveva inforcato la moto, sua grande passione, per un giro in libertà.I vicini di casa di Maiero, un centro del ferrarese
MODENA. Sabato pomeriggio, subito dopo aver staccato dal suo turno di lavoro, aveva inforcato la moto, sua grande passione, per un giro in libertà.
I vicini di casa di Maiero, un centro del ferrarese, lo hanno visto partire entusiasta, ed è stato il loro ultimo saluto. Poche ore più tardi Fabrizio Degli Esposti Brillanti, 53 anni, è rimasto coinvolto in un grave incidente stradale sulla strada provinciale della Futa, nel Bolognese. A Loiano, su via Sabbioni, si è scontrato frontalmente con un altro motociclista per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri.
Trasportato con l’eliambulanza all’ospedale Maggiore di Bologna, sembrava grave ma non in pericolo di vita. Il suo stato si è però aggravato e l’uomo era stato trasferito al Sant’Orsola dove nella notte tra lunedì e ieri dopo essere entrato in coma è deceduto.
Originario della provincia di Modena, Degli Esposti Brillanti aveva cominciato a lavorare come autotrasportatore e poi, dopo aver conosciuto una ragazza di Portomaggiore, una decina di anni fa si era trasferito a Maiero in via Prondolo.
Nel corso della sua vita aveva svolto diversi lavori, cambiando spesso attività.
Per un certo periodo aveva gestito la pizzeria d’asporto “Take Away” a Portomaggiore, ma in seguito aveva ceduto l’esercizio per acquisire un Compro Oro a Ferrara.
Successivamente aveva abbandonato la compravendita di preziosi ed era passato a gestire un negozio di capsule per il caffé, sempre a Ferrara nella zona San Giorgio. Il suo ultimo impiego era appunto alla cooperativa Brodolini, dove era arrivato cinque-sei mesi fa.
Quella di sabato è stata la sua ultima giornata di lavoro.
I colleghi lo ricordano come molto professionale e corretto, ma di poche parole, che spendeva soprattutto per parlare della sua grande passione, la moto. Ne aveva più di una, e dedicata gran parte del suo tempo libero alle due ruote, non solo montando in sella ma anche occupandosi della loro manutenzione. I vicini di casa di Maiero, che lo descrivono come molto gentile ma riservato, lo avevano affettuosamente soprannominato “Sgasino” proprio per le prove che effettuava per testare la tenuta del motore.
A Maiero, però, non era molto conosciuto, la sua vita e le sue abitudini erano divise tra il lavoro a Ferrara, la fidanzata, la motocicletta e le serate che amava trascorrere soprattutto in casa, senza frequentare bar o locali in paese. I funerali potranno essere fissati solo dopo il via libera della magistratura. —
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