«Vedo potenzialità inespresse ma il sistema deve cambiare»
L’ambizione è creare legami tra gli internati e la collettività di Castelfranco per ricostruire legami sociali a oggi inesistenti
CASTELFRANCO
«È importante chiederci se il sistema delle Case di Lavoro sia efficace o se sia necessario riformulare l’intero paradigma». La funzione rieducativa del carcere e la possibilità concreta di reinserimento all’interno della società sono alla base del ragionamento portato avanti dall’assessore alla Sicurezza urbana e alla Legalità di Castelfranco Giovanni Gargano.
«È uno dei temi che maggiormente mi sta a cuore in quanto avere una Casa di Lavoro nel nostro territorio deve spingere tutta la comunità a interrogarsi sulla situazione che gli internati vivono quotidianamente. Occorre, infatti, ristabilire un legame tra questi soggetti e il mondo esterno. Se i primi, infatti, devono essere messi nelle condizioni di dimostrare la non pericolosità sociale, dall’altro lato tutta la comunità deve avere gli strumenti per accogliere queste persone. L’amministrazione comunale, infine, deve fare da collante cercando di facilitare quanto più possibile la costruzione di queste dinamiche».
L’assessore Gargano, non a caso, parla di “carcere aperto” ovvero di un sistema giudiziario che ponga al centro dei propri ragionamenti e del proprio modus operandi il miglioramento delle misure rieducative che devono necessariamente passare attraverso una graduale ricostruzione dei legami sociali.
«Esistono infatti delle potenzialità inespresse in quella struttura - prosegue Gargano - All’interno della complessità del sistema giudiziario la gestione di questi istituti va ripensata anche attraverso una nuova copertura legislativa ed economica».
L’attenzione dell’assessore, molto attivo anche durante le indagini sul piromane Purpura, si concentra anche sulla situazione lavorativa degli agenti penitenziari che lavorano nella Casa di Lavoro di Castelfranco: «La polizia penitenziaria è l’ultimo baluardo di legalità. Sono loro che lavorano in trincea e che rappresentano lo Stato all’interno delle carceri. Si tratta di un lavoro alienante per questo bisogna dare maggiori attenzioni a questo corpo in quanto spesso non emergono le sue esigenze». —
S.D.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google