Gazzetta di Modena

Modena

CASTELFRANCO 

Piromane, contestati altri roghi Ha bruciato i furgoni al Mac2

Sara Donatelli
Piromane, contestati altri roghi Ha bruciato i furgoni al Mac2

Si aggrava la posizione del 53enne Giuseppe Purpura: nove mezzi distrutti Dava fuoco a camion e bus poi si allontanava senza osservare la devastazione

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELFRANCO

È stato un autentico lavoro di squadra quello che ha portato all’arresto di Giuseppe Purpura, accusato di essere il piromane di Castelfranco. Polizia municipale e carabinieri, infatti, si sono sin da subito coordinati al fine di unire le forze per chiudere il caso prima possibile. Tanti gli elementi raccolti in poche ore, in riferimento soprattutto alle immagini captate dalle numerose telecamere comunali presenti lungo le vie del centro storico e anche i sistemi di videosorveglianza dei privati come attività commerciali, banche o semplici abitazioni.

Una volta messi insieme tutti i filmati raccolti e visionati in sequenza, l’uomo è stato presto riconosciuto dagli inquirenti come l’unico sospettato degli incendi, compreso quello avvenuto nel parco accanto al Mac2 in cui, venerdì pomeriggio, erano andati in fumo due camioncini edili. E così le contestazioni degli investigatori, coordinati dal pubblico ministero Marco Imperato, sono aumentate fino a nove mezzi colpiti. Un lavoro di analisi intenso tanto che, nelle ultimissime ore che hanno preceduto l’arresto di Giuseppe Purpura, molti agenti della polizia municipale hanno girato sia di giorno che di notte in borghese lungo le vie della città per ispezionare le zone e monitorare l’eventuale presenza del piromane.

Il riconoscimento al momento dell’arresto è stato reso notevolmente più semplice in quanto Purpura indossava ancora gli abiti che aveva con sé al momento degli attacchi incendiari ed è dunque lo stesso abbigliamento che gli investigatori avevano già avuto modo di vedere nelle immagini delle telecamere. Dichiaratosi subito innocente, Purpura è adesso recluso nel carcere di Modena.

«Attraverso le indagini che abbiamo condotto siamo stati in grado anche di comprendere e ricostruire il modus operandi dell’uomo il quale agiva servendosi semplicemente di un accendino e di un certo quantitativo di carta - hanno spiegato i referenti dei carabinieri, il tenente Luca Di Niquili e il maresciallo di Castelfranco Luca Pezzotti - Non ha mai utilizzato liquido infiammabile ma, una volta accesa la carta, la posizionava sotto il parafango dell’auto che intendeva incendiare».

Un dato singolare, e anche a tratti inquietante, fa riferimento all’atteggiamento che il 53enne era solito assumere subito dopo aver acceso i roghi. «Dalle immagini che noi abbiamo acquisito abbiamo notato che Purpura non si è mai fermato a guardare le auto avvolte dalle fiamme - hanno spiegato gli inquirenti tra cui la vice comandante della polizia municipale, Stefania Melotti - Anzi, una volta posizionata la carta infiammata sull’auto, si allontanava sempre dal luogo a bordo della propria bicicletta». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google