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La Brennero ad alta tecnologia: «Solo così si fa manutenzione»

Stefano Luppi
La Brennero ad alta tecnologia: «Solo così si fa manutenzione»

Giulio Santagata rappresentante della Provincia di Modena nel consiglio di amministrazionedell'A22: «Gestione corretta, nessun dividendo e un tesoretto di garanzia da 600 milioni» 

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MODENA «L’Autostrada del Brennero - spiega l’ex parlamentare dell’Ulivo ed ex ministro Giulio Santagata, rappresentante di Modena nella infrastruttura - è gestita bene perché io penso si possa gestire bene attraverso imprese private o con un ampio controllo pubblico. Importante che ognuno faccia la sua parte, la nostra concessione è in proroga da quasi 4 anni, ora speriamo si arrivi alla gestione in house: noi facciamo tutte le manutenzioni ordinarie mentre per quelle straordinarie attendiamo il via libera del Ministero. E abbiamo accantonato un tesoretto di quasi 600 milioni di euro».

SOCIETA' IN HOUSE Potrebbe essere l’A22 l’esempio di gestione da parte dello Stato, attraverso una società “in house”, di una importante autostrada? Dopo la tragedia di Genova è tempo delle decisioni a Roma. Nel governo si parla anche dell’Autobrennero, una società nella quale Modena attraverso la Provincia è presente con una quota significativa del 4,2%. L’arteria che collega la nostra città con l’Austria, infatti, macina utili: gli ultimi dati parlano di un utile netto nel 2017 di 81,7 milioni di euro, un significativo +10% sull’anno precedente. I dividendi nell’ultimo anno sociale sarebbero stati pari a 35 milioni di euro, ossia 23 euro ad azione. E in un passato recente si è arrivati a 50 milioni l’anno. Cifre certo non paragonabili a quelle miliardarie di Autostrade per l’Italia che gestiva tra l’altro anche il viadotto Morandi crollato in Liguria, ma certo appetibili (l’A22 è lunga 350 chilometri, un decimo della gestione di Autostrade per l’Italia). Per l’A22 il tema è dunque la creazione della società in house di cui si parla da un po’. Il tema è di attualità, non solo a causa delle terribili 43 morti di Genova. Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli (M5S), infatti, deve anche pensare al rinnovo della concessione della A22 dopo che già nel 2016 il suo predecessore Graziano Delrio aveva creato l’accordo per il rinnovo senza gara in house.

LA GESTIONE Il mese scorso il ministro Toninelli ha incontrato il governatore della provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi (In Autobrennero Spa Trento “pesa” per il 6,1%, Bolzano per il 7,6% e la Regione Autonoma Trentino Alto Adige per i 32,2%). Difficile non pensare che non abbiano parlato della gestione del tratto autostradale Modena-Brennero appunto con il conferimento a una società in house, pubblica e in mano agli enti locali. Il rappresentante di Modena nel consiglio di amministrazione di Autobrennero - dopo esserlo stato per anni Emilio Sabattini, già presidente della Provincia che controlla il pacchetto di azioni dell’A22 - è oggi appunto Giulio Santagata. «L’ipotesi della società in house - dice - è concreta e ora siamo in prorogazio della concessione: sarà il primo esempio, insieme alle autostrade Venete, di questo tipo in Italia. Noi con difficoltà facciamo tutte le manutenzioni, facciamo del nostro meglio e ad esempio da tempo abbiamo collocato strumentazioni di controllo su un nostro punto delicato come il ponte dell’Isarco a Bolzano. La tecnologia ormai aiuta e quindi siamo molto tranquilli per quanto ci riguarda. Invece di distribuire utili ai soci (caso diverso rispetto al caso della società delle autostrade controllata dai Benetton, ndr) ogni anni accantoniamo e ora lo Stato sa che abbiamo a disposizione 600 milioni di euro. Stiamo pensando a come gestire il traffico pesante e lo facciamo anche se al casello prendiamo i soldi del pedaggio dai camion». —


 

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