Chiusa 20 giorni l’area operatoria dell’ospedale
Cantiere necessario a creare due sale provvisorie dove procedere agli interventi nel periodo di ricostruzione dell’intero comparto
PAVULLO
Si ferma l’attività nella sale operatorie dell’ospedale di Pavullo, ma solo per pochi giorni. Da ieri fino al 10 settembre il comparto è chiuso per permettere i lavori di adeguamento e rinnovo strutturale. L’attività chirurgica afferente a Pavullo sarà comunque garantita negli ospedali di Vignola, Sassuolo e Baggiovara. Dopo il 10 settembre si ritornerà a operare in spazi riorganizzati.
I giorni di stop infatti sono necessari per procedere col cantiere, nello specifico alla divisione a metà degli ambienti. In una parte verranno ricavate due sale operatorie “provvisorie” ma completamente isolate. Un aspetto cruciale del piano: in questo modo qui si potrà mantenere l’attività operatoria, sia ordinaria che urgente, per tutto il periodo del cantiere. Il timore legato all’operazione di ristrutturazione era sempre stato quello che i lavori portassero a un blocco totale di un anno o più, con tutti i timori del caso legati alla ripresa successiva. Così invece si mantiene l’operatività attraverso la compartimentazione dei locali. Anche nell’ultima fase di lavoro saranno operative due sale, sempre ermeticamente isolate. Poi quando tutto sarà finito ci sarà una breve riorganizzazione degli spazi complessivi tutti ristrutturati.
Si tratta di lavori da 1,8 milioni (1,4 dalla Regione, il resto Ausl) “che permettono - spiega l’Ausl - di proseguire nel progetto di potenziamento delle attività operatorie a Pavullo (in regime ordinario, ambulatoriale e di day surgery) assicurando la degenza e osservazione di un’ampia casistica di interventi (oculistici, ortopedici, chirurgici, otorinolaringoiatrici)”. La superficie interessata è di 748 metri quadrati, 410 i giorni di lavoro più 30 per i collaudi: le sale rinnovate dovrebbero essere riconsegnate al termine della prossima estate. —
D.M.
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