Gazzetta di Modena

Modena

l’imprenditore scomparso 

La confidenza di Pietro Fogliani «Esco in barca per rilassarmi»

Andrea Rocchi
La confidenza di Pietro Fogliani «Esco in barca per rilassarmi»

Il 56enne aveva parlato con un’amica venerdì sera prima di salpare da La Spezia La Capitaneria di porto di Livorno continua le ricerche. E spunta un testimone

2 MINUTI DI LETTURA







«Domani esco in barca, ho bisogno di rilassarmi», sono le ultime parole pronunciate da Pietro Fogliani venerdì sera, dopo cena, ad un’amica, una giovane russa che vive a Sassuolo.



Alle 12,30 di sabato – è accertato - ha fatto rifornimento a Porto Lotti, Spezia. Mezzora prima aveva incamerato scorte in una rosticceria non lontana dall’area portuale, come testimonia uno scontrino in mano agli investigatori. Poca roba, che fa pensare ad una navigazione prevista per alcuni giorni, forse lo spazio di un weekend. Ha parcheggiato la sua Audi e intorno alle 13 è salpato, a bordo della Lulubelle, un 45 piedi a vela battente bandiera francese. Da allora di Pietro Fogliani, imprenditore 56enne di Sassuolo, a capo delle Ceramiche Serra di Torre Maina (di cui è rimasto consulente dopo la recente vendita agli inglesi di Victoria Plc) si è persa ogni traccia. Di lui resta un vascello perfettamente integro, ormeggiato a Rosignano Solvay al porto di Cala de’ Medici, sotto sequestro e a disposizione degli inquirenti che lo hanno scandagliato senza trovare elementi utili.



Restano i documenti, gli effetti personali, un telefonino dell’uomo, con l’ultimo messaggio su WhatsApp che risale a pochi minuti prima della partenza. E l’angoscia della famiglia (l’uomo è separato e ha due figli, un maschio ed una femmina che non vivono con lui, ma a Sassuolo vive ancora il padre Eusebio). Ieri sono continuate le ricerche della Capitaneria di Porto di Livorno. Un dispositivo navale, subacqueo e aereo, sta pattugliando il mare a sud di Porto Lotti fino al litorale di Piombino. Allertate anche le direzioni marittime di Civitavecchia e Genova.



È stato nominato un perito per un accertamento tecnico irripetibile sulle apparecchiature di bordo, in particolare il Gps che – pur risultando spento – potrebbe aver comunque registrato alcune tracce della rotta.



E poi spunta un testimone, la cui posizione è al vaglio della Capitaneria, che avrebbe dichiarato di aver visto la barca domenica mattina, presto, a largo di La Spezia. La barca, dunque, ma non il timoniere. E poi c’è da verificare se si tratti della Lulubelle visto che i 15 metri a vela non sono imbarcazioni rare.



Chiarito che l’intrecciasi di una cima all’elica di poppa dello scafo è stato generato dall’incagliarsi della barca a Vada, resta aperta l’ipotesi che Fogliani possa aver utilizzato la cima e la ciambella di salvataggio per fare il bagno o per qualcos’altro. Lo dimostrerebbe il fatto che la Lulubelle navigava col solo fiocco e con una rotta con “lieve bordatura” a una velocità modesta di un nodo al secondo. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google