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Viaggio tra i volontari che stanno allestendo: dopo la fuga del 2017 lavorano 120 persone 

Sorrisi e stoccate: «Tra gli stand si sta meglio che dentro al partito»

L.G.
Sorrisi e stoccate: «Tra gli stand si sta meglio che dentro al partito»

dietro le quinteIl fatto è che festa e partito sono due cose diverse. Il che sarebbe anche abbastanza rassicurante, a parte il fatto un po’ curioso che l’appuntamento più importante dell’anno per il...

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dietro le quinte

Il fatto è che festa e partito sono due cose diverse. Il che sarebbe anche abbastanza rassicurante, a parte il fatto un po’ curioso che l’appuntamento più importante dell’anno per il Pd è “costruito” - in senso letterale, visto che a Ponte Alto c’è chi lavora tutti i giorni dal primo luglio - da volontari che magari non hanno nemmeno più la tessera in tasca. A fotografare la realtà di una kermesse che corre su un binario diverso rispetto a un partito allo sbando è Eudes Canali, anima della Festa dell’Unità da oltre 40 anni. Per trovarlo, nel giorno zero di Ponte Alto - l’inaugurazione è prevista per oggi alle 19 - basta camminare lungo la passerella, tra il nuovo Palaconad e la libreria. Baffo curato e abbronzatura da lavoro estivo, il veterano dei volontari sorride più dell’anno scorso: «Credo che l’edizione più dura sia stata quella 2017 - spiega - perché è stato molto difficile superare la scissione». Del resto, non che oggi il partito navighi in ottime acque: «Di certo non c’è grande fiducia in questo momento - riprende - ma ci sono due aspetti positivi. Il primo è che quest’anno abbiamo recuperato qualche volontario che dopo la scissione era un po’ indeciso, e così, dopo un luglio che ha visto al lavoro una sessantina di persone, ad agosto abbiamo raggiunto 120 volontari. Il secondo aspetto è che, fortunatamente, festa e partito sono due cose diverse: potremmo dire che ci sono due partiti, quello vero e quello della festa, che in questo momento è un po’ più in forma…».

Del resto, fa notare il veterano dei volontari, «la festa aggrega, mentre il partito divide». Nonostante il periodo durissimo, con i dirigenti del Pd che ragionano addirittura sul cambio di nome o sul partito regionale, a Ponte Alto sembra spuntare qualche sorriso in più rispetto all’anno scorso: «Grazie al lavoro dei volontari - riprende Canali - e in particolare di quelli della città, siamo riusciti ad allestire tutto senza particolari problemi, lasciando per l’ultimo giorno solo le rifiniture». Per quanto riguarda i ristoranti, è confermato lo schema dell’anno scorso, con nove punti ristoro gestiti dai volontari e quattro dai privati. E se a qualcuno venisse in mente che il clima più disteso potrebbe essere stato “favorito” dall’addio di Renzi, Eudes frena: «A Ponte Alto Renzi non era certo amatissimo - sorride - a partire da me, però non è che adesso le cose vadano tanto meglio». —

L.G.

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