Fondazione scuole Il caso Cresci@mo agita le insegnanti Caos sui contratti
Trattativa ferma per ridurre le differenze economiche Claudio Riso (Cgil): «Penalizzati rispetto al pubblico»
Le battaglie degli anni passati sono lontane, complice qualche passo avanti nella trattativa e un presidente il cui lavoro è stato molto apprezzato da tutti. Che non vada male come in passato, però, non vuol dire che adesso vada bene, perché le questioni principali sono ancora aperte, come sa bene il personale della Fondazione, e in qualche caso anche i bambini: diverse famiglie, nei mesi passati, si sono sentite chiedere “ma cos’hanno le maestre?” senza riuscire a dare una risposta. Perché quella di Cresci@mo, la Fondazione privata (ma totalmente partecipata dal pubblico) nata nel 2012 per prendere in mano alcune delle scuole materne e dei nidi d’infanzia del Comune - arrivando a gestire dieci istituti, confermati anche per il prossimo anno scolastico - è una questione ancora aperta.
PROBLEMI VECCHI E NUOVI
Se le polemiche politiche che hanno accompagnato il progressivo “allargamento” dell’ente sono infatti cessate, a non essere stata risolta è la questione del contratto del personale assunto dalla Fondazione, che guadagna meno e in generale ha meno tutele e più oneri (dalle ore “frontali” con i bambini all’obbligo di formazione) rispetto ai colleghi assunti dal Comune. Un problema che poteva essere risolto con il nuovo contratto integrativo, dal momento che quello vecchio è scaduto da mesi, ma che al momento non ha ancora trovato una soluzione: da una parte c’è una proposta del Comune risalente all’inverno scorso - che faceva qualche passo avanti, proponendo un nuovo investimento di 300mila euro su tre anni per ridurre le differenze economiche - ma alla quale Cgil, Cisl e Snals hanno detto no, mentre dall’altra c’è una controproposta dei sindacati che attende una risposta dalla primavera scorsa.
LA TRATTATIVA
Il che significa che le differenze economiche e di tutele tra personale del Comune e insegnanti della Fondazione ci sono ancora tutte: «In realtà la forbice si è addirittura ampliata - spiega Claudio Riso, segretario modenese della Flc-Cgil - perché tra febbraio e aprile sono stati rinnovati i contratti del pubblico impiego, mentre la situazione del personale di Cresci@mo è rimasta la stessa». Una situazione che va avanti da parecchi mesi, insomma, ma che non è meramente economica: a non convincere sindacati e “tate” c’è anche la questione del prolungamento estivo, partito due anni fa in via sperimentale e al momento “limitato” alla metà di luglio. «Dal personale non c’è alcuna contrarietà al servizio - precisa Riso - anzi, alcune insegnanti si sono messe a disposizione per coprire i turni nel luglio scorso. Il tema, però, è che il “tempo scuola” finisce il 30 giugno, e al momento c’è ancora poca chiarezza sulla natura stessa dell’estensione». Posizioni diverse anche sul concetto di “volontarietà”, che per il personale deve essere reale, mentre il Comune chiede la garanzia di copertura del servizio. —
LUCA GARDINALE
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