La carica dei 10mila addetti tra filari di frutta e campi
I lavoratori agricoli stagionali sono manodopera indispensabile in estate Bottura (Cgil): «Ma meriterebbero più dignità e invece resistono i voucher»
«Modena è una di quelle province dove si utilizza una manodopera importante nell’agricoltura, contrariamente a quanto si possa immaginare». Con questa osservazione Marco Bottura, segretario Flai della Cgil provinciale, introduce il contesto lavorativo stagionale in campagna. «Qualsiasi albero da frutto comporta una lavorazione manuale significativa, che va dalla raccolta alla potatura».
Secondo i dati Inps sono 10mila i lavoratori nel settore, escludendo i dipendenti a tempo indeterminato. «Il numero è molto alto, non sono pochi - osserva Bottura - ed è dovuto dal fatto che in questo insieme vengono contati anche soltanto chi lavora un solo giorno».
In campagna esiste un contratto, chiamato “a bisogno”, che garantisce grande fessibilità ma anche numerose tutele, tra cui i contributi o l’accesso agli assegni familiari e alla disoccupazione. «Ma con i voucher tutti questi diritti vengono spazzati via - incalza Bottura - Si crea un lavoro senza tutele. Non si può parlare di occupazione in nero, ma è la maschera che cela il problema».
«Combattiamo questa situazione dal 2003 - aggiunge Bottura - A livello nazionale la Cgil ha aperto una campagna contro l’estensione dei voucher perché dalla loro introduzione la precarietà non si è ridotta, anzi».
I nuove voucher infatti sono limitati ad alcune categorie: pensionati e invalidi, under 25 iscritti ad un ciclo di studi, disoccupati. Oltre a ciò è stato inventato anche il “Libretto famiglia 2018”, strumento nominale prefinanziato di cui le famiglie possono usufruire per pagare prestazioni occasionali e solo per alcune figure che offrono lavori domestici, insegnamento privato e assistenza domiciliare.
Tornando al discorso del lavoro estivo in agricoltura va comunque annotato l’elevato fabbisogno manuale nei frutteti e nei campi. A fronte di ciò e di una domanda sempre in crescita, c’è chi osserva che i nove euro - il valore di un voucher - è una proposta oraria particolarmente ridotta. Bottura, infatti, ribadisce l’importanza di opporsi al loro utilizzo se non in una misura assai marginale.
«L’uso sempre più esponenziale dei voucher porterà ad una riduzione delle tutele - analizza il sindacalista - Per combattere precarietà e sfruttamento serve lavoro regolare, ben retribuito, contrattualizzato e solo i contratti nazionali di lavoro garantiscono questo: regole, flessibilità, diritti».
Le opportunità sono molte e sono centinaia le persone che trovano un’occupazione stagionale nelle attività agricole. Solitamente si va per conoscenze ma ance i Centri per l’impiego restano posti dove talvolta è possibile intercettare l’offerta giusta, utile a guadagnare quei soldi che garantiscono un po’ di dignità. —
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