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Lambrusco, produzione +15% ma non sulle nostre colline

Lambrusco, produzione +15% ma non sulle nostre colline

Raccolta anticipata di una decina di giorni per il surriscaldamento del clima Ripristino voucher in agricoltura per pagare i dipendenti: «Strumento utile»

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Si tappano le bottiglie con entusiasmo ancora prima della vendemmia i proprietari delle aziende agricole che salutano con entusiasmo il ritorno dei voucher in agricoltura.

Una notizia più positiva dell’altra buona novella sul raccolto che quest’anno vede i nostri lambruschi (e quelli reggiani) aumentare del 15% la produzione a eccezione della fascia collinare.

I tagliandi prepagati, ovvero buoni di pagamento, che con un pagamento forfettario - e giornaliero - garantiscono al datore di lavoro l’esonero di ogni responsabilità per il pagamento anche di Inps e Inail, vengono salutati come una soluzione ottima in agricoltura.

«La vendemmia che sta iniziando in Emilia-Romagna - dice la Coldiretti - si apre con il ritorno dei voucher che assicurano al settore uno strumento a bassa burocrazia, flessibile, che semplifica le procedure per l'assunzione di manodopera in periodi limitati».

Ma a parte la soddisfazione per aver messo in sicurezza i controlli sulla manodopera agricola, quali sono le prospettive per il raccolto? «La vendemmia 2018 nella nostra regione - sottolinea Coldiretti - segna il ritorno alla normalità produttiva dopo il crollo quantitativo (-23%) causato dalle bizze meteorologiche del 2017».

Intanto, come avviene da quasi dieci anni per effetto dei cambiamenti climatici con l’innalzamento della temperatura, il periodo di inizio raccolta è anticipato di una decina di giorni.

Invece per quanto riguarda la produzione di vino si dovrebbe tornare a circa 7 milioni di quintali, con una qualità di ottimo livello grazie anche al sole che ha caratterizzato le ultime settimane di maturazione. È già avanti, secondo Coldiretti regionale, la vendemmia delle uve destinate alla spumantizzazione (Pinot, Chardonnay, Moscato) ed è pronta al via la raccolta dei vini bianchi classici: Albana, Trebbiano, Pignoletto, Ortrugo, Malvasia.

Nella prima decade di settembre inizierà anche la vendemmia delle uve per i vini rossi, dal Sangiovese al Gutturnio, dal Lambrusco al Merlot, fino al Cabernet.

A livello quantitativo la maggior crescita produttiva sarà in Romagna dove, a parte per le aziende colpite dalle grandinate di fine giugno-inizi luglio, la produzione è in aumento su tutte le varietà di vino. Nel Bolognese crescono i bianchi mentre sono in leggero calo i rossi. Produzione nella norma a Ferrara e Piacenza e Parma. I lambruschi sono in aumento di circa il 15% sia a Reggio, sia Modena: purtroppo nelle nostre colline, nella zona pedemontana si, registrerà un leggero calo produttivo.

«La qualità delle uve di quest'anno è la base per vini di ottima qualità. Il 48,9% dei vini dell'Emilia Romagna - sottolinea Coldiretti - è destinata alla produzione di vini Doc (21,4%), Igt (27,5%), mentre la restante percentuale (51,1%) è destinata a vini da tavola e vini varietali. I vini Doc sono 18, quelli Igt 9, mentre due vini (Albana di Romagna e Pignoletto classico dei Colli bolognesi) hanno la denominazione di origine controllata e garantita (Docg). In Emilia Romagna ci sono 51 mila ettari di vigneto, coltivati da 19 mila aziende, più di un terzo delle quali (35%) vende direttamente al consumatore». —

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