Caso Diciotti, Gianelli denuncia Salvini
L’avvocato porta le carte alle Procure di Roma e Agrigento Abuso d’ufficio, sequestro e arresto illegale le accuse
L’INIZIATIVA
pavullo
Non un esposto, bensì una vera e propria denuncia penale nei confronti del ministro degli Interni Matteo Salvini. A presentarla è l’avvocato e docente pavullese Fausto Gianelli, ex assessore Sel e poi Sinistra Italiana, che la ha personalmente depositata alla Procura di Roma, competente per i reati ministeriali, e inviata a quella di Agrigento, che ha già un fascicolo d’indagine aperto. L’oggetto è la nave della Guardia Costiera Diciotti e i reati contestati al leader della Lega sono pesanti: abuso d’ufficio, arresto illegale, sequestro di persona sia semplice sia nella nuova forma introdotta nel codice penale ovvero con fini di coazione (cioè quando la liberazione delle persone sequestrate è subordinata all’ottenimento di un risultato da terzi, in questo caso l’Unione Europea).
«Abbiamo richiesto, ai fini di denuncia - spiega Gianelli - copia dei provvedimenti in virtù dei quali non solo le Ong ma ora anche altre navi non possono sbarcare persone, anche se queste già sono sul territorio italiano (tale è ad esempio una nave militare come la Diciotti), persone alle quali è impedito l’esercizio di diritti loro spettanti in base alle leggi vigenti (esempio la presentazione di domanda di asilo per coloro che ne hanno diritto) e ci è stato risposto che questi provvedimenti non sono mai stati formalizzati dai ministeri competenti. Abbiamo assistito cioè a una condotta assolutamente irregolare da parte del ministero dell’Interno, condotta della quale la prima vittima è proprio la guardia costiera italiana, un corpo militare benemerito che quotidianamente tiene alto l’onore del nostro Paese e che è stato preso in ostaggio a fini elettorali e propagandistici di Salvini».
Gianelli contesta la mancanza di ordini formali verso la Diciotti, che è stata informata solo attraverso telefonata o addirittura tramite i profili social del ministro, un vuoto di legalità inaccettabile per Gianelli: «Il fondamento dello Stato di diritto e di ogni democrazia è il rispetto da parte di tutti, a maggior ragione da parte di chi ha ruoli di potere e di amministrazione pubblica, delle leggi e delle norme che una comunità si è data. Per questa ragione e al di là delle condizioni materiali in cui si trovano i profughi trattenuti sulla nave Diciotti, questione importante ma a questo punto secondaria, ritengo che come giurista e uomo di diritto e ancor prima come cittadino sia doveroso pretendere che il principio di legalità valga per tutti. Sentire Salvini dichiarare che non può essere processato o “arrestato” perché l’80% delle persone sarebbe con lui è un’affermazione che fa rabbrividire, in un Paese democratico il rispetto delle leggi incombe a tutti al di là del consenso elettorale; ritenersi al di sopra delle leggi e svincolati dal rispetto del principio di legalità solo perché si è stati eletti e, come ministri, si gode di immunità è francamente sconcertante».
Per questo ha deciso di passare alle vie di fatto, in concerto con l’associazione Giuristi Democratici. La denuncia, tuttavia, è stata presentata da Gianelli come persona fisica: «Consentire oggi di violare le leggi e di procedere ad arresti illegali, trattenimenti ingiustificati, sequestri di persona e impedire a chi ne ha diritto di presentare una domanda di asilo sarebbe venir meno a quei doveri civici che tutti noi abbiamo. Il fatto che le persone che oggi concretamente vengono a subire sulla loro pelle questa violazione siano dei migranti stranieri non può costituire una giustificazione: se si ammette che un ministro possa impunemente violare le leggi che ci siamo date domani ognuno di noi potrebbe trovarsi a pagare sulla propria pelle questa deriva autoritaria e antidemocratica». —
GIB
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