L’infanzia bucolica di Mirca Ferri narrata in un libro
«Sono convinta che solo io ed i pochi miei amici che hanno pestato l’uva coi piedi, abbiamo davvero vissuto una infanzia fantastica». Potrebbe essere la sintesi del libro di Mirca Ferri “Radici d’infa...
«Sono convinta che solo io ed i pochi miei amici che hanno pestato l’uva coi piedi, abbiamo davvero vissuto una infanzia fantastica». Potrebbe essere la sintesi del libro di Mirca Ferri “Radici d’infanzia, ali di vita” (edizioni Eracle) che, come una sorta di diario, racconta una storia precisa, dove protagonista è “l’azienda”, un allevamento di suini di proprietà dei suoi genitori e dove vi sono come attori protagonisti lei, la sorella ed i figli degli operai, senza distinzione di ceto sociale.
«Noi - puntualizza Mirca - eravamo “solo bambini”, tutti uguali. E quello che ho vissuto a Pigneto negli anni della mia adolescenza è stato importante a formare la persona che sono oggi: altamente democratica».
Nel libro non vi sono riferimenti a nomi e persone ma emerge chiaramente quali differenze vi sono tra i bambini di 30 anni fa, liberi come l’aria, e quelli di oggi, schiavi del computer e del telefonino. «Dentro il libro - aggiunge l'autrice - oltre alle avventure di noi ragazzi, emerge il contesto nel quale vivevano diverse famiglie, con le rigide regole contadine, ma senza barriere sociali, mettendo al primo posto l’amicizia, uno dei valori cardine della vita delle persone». —
A.S.
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