La prima pioggia ha allagato la tangenziale appena rifatta
Lavori di asfaltatura conclusi, ma problemi e pericoli restano. Caditoie da pulire Corsie di sorpasso sott’acqua: dalla Motorizzazione alla Madonnina è un incubo
Non c’è pace per la tangenziale. A dispetto dell’asfaltatura appena rifatta è andata in crisi già ieri pomeriggio, trasformandosi in un unico canale nei punti in cui il temporale ha inondato d’acqua le quattro carreggiate.
Anche ammettendo l’eccezionalità delle precipitazioni però non è possibile che l’anello che circonda tutta la città e che dirotta il traffico verso le autostrade e le arterie di collegamento verso la provincia sia diventato un bacino liquido in pochi minuti, dove le vetture scaricavano onde d’acqua verso le vetture che viaggiavano in senso contrario. Ma non è tutto.
Il traffico, nell’ora in cui si sono aperte le cateratte del cielo, era molto contenuto. Complice la chiusura delle fabbriche e l’ultimo giorno di ferie d’agosto, non c’era traffico pesante e il numero dei veicoli era contenuto.
Ciononostante gli automobilisti, con la visibilità ridotta a pochi metri, hanno continuato ad andare avanti, finendo però nei buchi neri, ovvero le parti basse dei cavalcavia dove il deflusso delle acque era di fatto azzerato. Di qui dei veri e propri laghi d’acqua, estesi per decine di metri, dove il passaggio delle vetture creava onde capaci di scavalcare ogni volta il guard rail, finendo inevitabilmente sui parabrezza di chi procedeva in senso contrario o sulle auto della corsia accanto..
Anche chi aveva le macchine più potenti, con i tergicristalli al massimo della velocità, ha frenato all’improvviso trovandosi con la visuale azzerata per qualche secondo, mentre l’auto era in marcia, spesso in corsia di sorpasso.
Per fortuna non ci sono stati tamponamenti. Ma cosa sarebbe successo in una mattina feriale, con fabbriche, capannoni, camion e furgoni in piena attività?
Un problema apertissimo quello dello scolo delle acque in prossimità dei cavalcavia, anche perchè si ripropone d’inverno con le gelate e, in autunno, a ogni pioggia abbondante. Quindi molto spesso.
Ieri si è vista l’anteprima. Sia sui tratti della tangenziale di competenza dell’Anas, sia in quelli che ricadono sotto la responsabilità del Comune di Modena, le pendenze per lo scorrimento delle acque hanno mostrato tutti i limiti congeniti. E quel che è peggio è che in molti tratti, quelli appena rifatti con l’asfalto ancora fresco, la situazione non era migliore.
Dunque basta una pioggia abbondante, un acquazzone, un temporale estivo per quanto molto abbondante, riescono a mandare in tilt la circolazione?
La risposta potrebbero darla quelle centinaia di automobilisti che ieri hanno percorso alcuni tratti a 30 e 40 chilometri all’ora. Dalla Madonnina verso la Motorizzazione e da S.Cataldo sino alla Nonantolana e a via Emilia est, il tragitto si è trasformato in una navigazione a vista.
I tecnici si mordono le dita perchè è tutta la manutenzione a soffrire. Sempre per le note ragioni di bilancio infatti sia lo sfalcio delle erbacce nella carreggiata centrale che la pulizia delle caditoie dove dovrebbe defluire l’acqua, vengono fatte due volte all’anno, a settembre e in aprile.
Peccato che i temporali estivi e le piogge autunnali non aspettano le pulizie che vengono fatte così raramente. E quindi anche un temporale di fine agosto finisce per avere le conseguenze di una vera bomba d’acqua.
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