San Cesario, è scontro aperto sui miasmi L’azienda Far Pro sotto accusa
Blitz di sindaco e Pd all’incontro organizzato da Rinascita Locale che attacca: «Spetta a loro risolvere il problema». Gozzoli: «Mani legate dalla legge»
SAN CESARIO. I miasmi dividono San Cesario. Almeno politicamente, perché sul fatto che l’aria nell’ultima settimana sia tornata irrespirabile sono tutti d’accordo. Lo è la lista Rinascita Locale che ieri ha organizzato una conferenza stampa davanti al Comune e lo sono l’amministrazione e il Pd, che hanno presenziato all’iniziativa. Sollevando così non poche polemiche tra gli organizzatori: «Perché oggi sono qui? Per anni non hanno fatto nulla».
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Erano una decina i componenti di Rinascita Locale scesi in piazza per dire basta all’annoso problema dei miasmi provenienti dall’azienda Far Pro, che si occupa della lavorazione di carcasse di animali. «Come è possibile - attacca Mirco Zanoli - che nel periodo di monitoraggio con il naso elettronico i cattivi odori siano spariti e subito dopo siano tornati con questa intensità?». Zanoli cerca anche di spiegare per chi non è di San Cesario quale sia la situazione: «La sera non si possono tenere le finestre aperte. Con quell’odore è come mangiare in una fogna. Allora siamo costretti a chiudere le finestre, ma è un odore che impregna gli appartamenti e che non va via. È inaccettabile». Gli fa eco Antonio Balsamo: «Mia moglie in gravidanza ha accusato anche problemi fisici e io stesso ho sofferto di rossore agli occhi e bruciore alla gola. Esiste una diffida di Arpae nei confronti di Far Pro risalente alla scorsa estate e per questo pretendo che il Comune faccia di più». «Tutto il paese lo pretende - prosegue Zanoli - e le 700 firme raccolte sono il segnale più forte. Ma in Consiglio comunale siamo stati sbeffeggiati quando le abbiamo presentate. E non è del tutto vero che il Comune ha le mani legate. La diffida di Arpae è già uno strumento, con tanto di valori analizzati (Azoto Nitroso misurato in 2,88 mg/l contro gli 0,6 che stabilisce la legge, ndr) e le fonti degli odori. Quindi la certezza che sia Far Pro a causare questi disagi esiste ed è certificata. Poi è vero che le leggi non sono chiare e sono in divenire, ma nella letteratura si possono trovare casi a cui agganciarsi e su cui far leva per intervenire».
A pochi metri di distanza c’è il sindaco Gianfranco Gozzoli: «Mi auguro a breve - dice - di avere a disposizione i dati del monitoraggio con il naso elettronico. E mi auguro di non dover attendere mesi, perché altrimenti arriveremmo alla prossima primavera senza aver trovato una soluzione. Non possiamo attendere oltre perché c’è forte urgenza di eliminare il problema. Quando avremo i risultati allora potremo intervenire con l’azienda». Esiste però la possibilità che i dati analizzati nel periodo in cui non sono stati avvertiti odori forti non siano significativi: «Questo è un timore - continua il sindaco - che è insito negli strumenti tecnologici a nostra disposizione, che sono però i più adeguati. Purtroppo gli odori si diluiscono nell’aria e quindi la possibilità che non ci sia un elemento preciso da individuare esiste. Noi facciamo il massimo, ma sarebbe utile avere a disposizione una normativa che ci permetta di agire con più decisione e più tempestivamente». «Condividiamo il disagio dei cittadini - dice Cristian Mattioli Bertacchini, segretario locale del Pd - Il problema dei miasmi è stato affrontato in passato e in parte risolto. L’azienda, però, ha cambiato il ciclo produttivo e lo ha fatto senza tenere conto delle conseguenze. Nel 2018 esistono gli strumenti per diminuire l’impatto ambientale. Rispetto per la libertà di impresa quando questa non impatta negativamente sul tessuto sociale in cui svolge la propria attività». —
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