La decana della scuola va in pensione «Ho tanti bei ricordi Lascio istituti migliori»
l’intervistaSono un po’ in anticipo sull’età, avrei potuto restare ancora qualche anno, ma ho già il massimo del servizio ed ho deciso di dedicarmi con tranquillità, dopo le soddisfazioni che mi ha...
l’intervista
Sono un po’ in anticipo sull’età, avrei potuto restare ancora qualche anno, ma ho già il massimo del servizio ed ho deciso di dedicarmi con tranquillità, dopo le soddisfazioni che mi ha dato la scuola, anche a miei interessi». In queste parole c’è una sorta di saluto di Alessandra Borghi, dirigente scolastica dell’istituto Volta-Ipsia, con reggenza anche del Baggi.
«Il mio primo incarico - afferma ripercorrendo i tempi andati - dopo aver vinto il concorso per direttore didattico e dirigente scolastico è stato a Villa Minozzo, dove fui tra i pionieri degli istituti comprensivi. In seguito sono venuta ad abitare a Sassuolo, ho avuto l’incarico di dirigere il terzo circolo che aveva al proprio interno diversi tipi di utenze e di esigenze da parte dei genitori e della popolazione dei quartieri ricompresi nel nostro raggio d’azione».
Poi il passaggio al Volta. «Sono arrivata al Volta nel 2003 - ricorda - e quindi ho appena concluso il 15° anno. Devo dire che mi sento abbastanza appagata per quello che abbiamo fatto in questo lungo percorso. Quando ho preso in gestione l’istituto contava 600 ragazzi e l’abbiamo portato ad essere già prima dell’accorpamento con l'Ipsia, vicino ai 1200. Abbiamo aggiunto corsi, in particolare quello di informatica, di cui si sentiva molto l’esigenza e che è stato da subito a numero chiuso. Abbiamo poi inserito tante tipologie di progetti che hanno ampliato ulteriormente quello che è l’iter didattico normale previsto dai programmi e le guide ministeriali, cercando anche la collaborazione con le aziende e le associazioni per intercettare le esigenze che ci sono nel distretto».
La dottoressa Borghi ha vissuto anni impegnativi anche all’Ipsia Don Magnani, un istituto con una forte valenza storica. «Sono stata reggente dell’Ipsia per circa otto anni, quindi lo conoscevo abbastanza bene - spiega - e quando due anni fa venne presa la decisione di accorparlo al Volta si è scelto di intraprendere anche il percorso professionale. È stato un passo che, dal punto di vista organizzativo, ha creato ulteriori necessità e complessità, ma credo che sia stato il passo giusto perché i due percorsi si integrano bene. Ora il nostro istituto è davvero completo e rappresenta un vero polo tecnologico perché abbiamo il liceo delle scienze applicate, il corso tecnico al quale abbiamo aggiunto logistica, molto richiesto dalle esigenze del distretto industriale e che dal prossimo anno comincerà con la prima terza, chimica, informatica ed elettronica».
«La reggenza nell’ultimo biennio - conclude Borghi - è stato un impegno. Ho dedicato questi due anni alle cose che mi sembravano più necessarie: un recupero di ambienti per dotare l’istituto di laboratori e maggiore disponibilità di far lavorare gli studenti e una sala per ricevimento genitori. Vista la crescita degli iscritti, abbiamo recuperato al primo piano due aule molto grandi e faremo un nuovo laboratorio per geometri». —
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