Muzzarelli rompe il silenzio «Ci sono sfide ancora da vincere»
Ha scritto al Pd il suo manifesto sulla città e sul partito: pronta la ricandidatura per il prossimo anno
Chi conosce Muzzarelli sa che le cose non le fa a caso. Politicamente irruento sì, può piacere o non piacere, ma un passaggio come quello della ricandidatura per il 2019 sapeva bene che era da centellinare. Così ha iniziato con le prime gocce. E le ha messe nero su bianco, con alcuni passaggi inequivocabili e altri politicamente interpretabili sì, ma appunto non casuali.
LA LETTERA
Scrive: «Le opposizioni, divise su tutto, si ritrovano unite solo nel dipingere una città allo sbando. Non hanno un progetto, ma sperano che il populismo li porti a guidare Piazza Grande». Quindi, «cercheremo di deluderli, perchè Modena non merita di essere lasciata a metà del guado, non merita di essere ingessata dalla conservazione e dalla paura, non merita di dover inseguire le chimere della decrescita e gli agitatori della paura e della rottura di ogni solidarietà».
Cercheremo chi? “Io”, inteso come noi del Pd? “Io” inteso come “io e la mia futura giunta”? “Cercheremo” in stile plurale maiestatis? In tutti e tre i casi non si chiama fuori.
IL CONTESTO
È in un passaggio di una propria lettera al segretario provinciale Pd, Davide Fava, che Gian Carlo Muzzarelli, sindaco e presidente della Provincia di Modena, mostra di essere pronto a correre per un nuovo mandato in comune in vista delle Amministrative 2019.
Nonostante le indiscrezioni in questi anni sul probabile bis, raffreddatesi nell'ultima fase post 4 marzo ma comunque mai sopite, Muzzarelli non si era mai esposto. Ora, invece, qualcosa si muove davvero. Il sindaco lo fa capire nella sua missiva a Fava e al Pd inviata nei giorni scorsi, ufficialmente, per declinare l'invito all'inaugurazione della Festa dell'Unità (venerdì scorso alle 19) in corso a ponte alto.
L’OCCASIONE
La missiva non è stata letta alla Festa, come sembrava dovesse essere inizialmente, ma sta circolando (anche sul profilo Facebook della Festa).
«Noi- scrive il sindaco a Fava- abbiamo governato perchè Modena riprendesse la voglia e lo slancio di rimettersi in cammino verso il futuro, come nella sua migliore tradizione, e abbiamo governato per dare al cammino una direzione: una città più giusta, più unita, più verde, più sicura, con più opportunità di lavoro. non è stato e non è facile. la sfida della legalità e della sicurezza non è ancora vinta», avvisa tra l'altro il diretto interessato.
IL FUTURO
Ma «sta a noi offrire ai modenesi le risposte giuste: con una nuova politica urbanistica, più sostenibile e più semplice, con un inesausto impegno a fianco dei cittadini per la sicurezza, con i progetti- sono gli esempi che rifà Muzzarelli - per la cultura e la rigenerazione urbana- l'Amcm, il Sant'Agostino-Estense, la periferia Nord, con lo sviluppo della città universitaria, con la smart city, con i nuovi servizi per gli anziani e la scuola e gli adolescenti, con politiche di integrazione degli immigrati fatte di diritti e doveri, con il riordino degli ospedali, per una rete più efficiente e una sanità più forte, con le lotte a sostegno dei diritti dei lavoratori».
LE MOTIVAZIONI
È nell'attacco della lettera che il sindaco spiega la sua assenza all'inaugurazione di Ponte Alto, tra l'altro: «Caro Davide, care democratiche e cari democratici, poichè sto terminando la convalescenza e le ferie, non riesco ad essere all'apertura della Festa, ma sarò con voi già dai prossimi giorni. Ho letto che quest'anno ci sono più volontari e c'è nuovo slancio, e credo che questo sia un grande messaggio di fiducia per il successo della Festa e per il Pd. Abbiamo subito una pesante sconfitta elettorale- ricorda il sindaco senza nascondersi - e il clima nell'opinione pubblica, tra luna di miele del governo e ricerca di capri espiatori per i malanni del paese, è preoccupante e sfavorevole, ma non dobbiamo perderci d'animo». Ma posto che «presto i nodi verranno al pettine e al governo giallo-verde», vaticina Muzzarelli, «dobbiamo farci trovare pronti, non per affastellare dei no».
In parallelo, sprona Muzzarelli, «dobbiamo aprire la discussione congressuale, un congresso vero, aperto, che ci consenta di ridefinire il nostro profilo politico e di parlare alle italiane e agli italiani, a quanti sentono un vuoto nella sinistra». —
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