L’avventura di Cherif: da Sassuolo il giro del mondo in 7 anni
Da Sassuolo alla Nuova Zelanda in bici «Sulla mia strada solo persone favolose»
SASSUOLO. Diciotto mesi a pedalare la sua fedele “Camy”, un anno e mezzo dalla sua partenza da piazza Garibaldi. Per Cherif El Bakkali, partito con l’intenzione di fare il giro del mondo in bicicletta ipotizzando una durata di circa sette anni, da qualche settimana c’è una tappa “dall’altra parte del mondo”.
«Adesso mi trovo in Nuova Zelanda – dice - un Paese pieno di natura, colori e paesaggi spettacolari. Ormai è passati esattamente un anno e mezzo dalla fatidica partenza da Sassuolo. Come vola il tempo. Tanta strada percorsa, tantissime persone incontrate e altrettanti orizzonti sono passati davanti ai miei occhi. Fortunatamente nessun problema riscontrato a parte il problema dei visti che ho dovuto sopportare per attraversare il Turkmenistan e il Pakistan. Per il resto ho sempre avuto fantastiche avventure di ogni genere, tutte positive».
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Hai attraversato diversi Paesi con diverse culture e territori di grande bellezza: cosa è rimasto in te nel bene e nel male, da questo primo tratto di percorso?
«Ogni Paese ha da regalare qualcosa di unico e magico ma tutti, e dico tutti, regalano persone favolose e accoglienti, che cariche di energia e sorrisi ti aprono la porta di casa e ti fanno sentire uno di loro. Non esistono religioni, colore della pelle, origini o nomi, in tutti gli stati dove sono passato; solo e soltanto la voglia di conoscere, ampliare i propri orizzonti, capire. Ho potuto avere la conferma di una cosa che già sapevo: siamo tutti uguali».
Hai rischiato qualcosa in qualche momento del tuo viaggio? Ci sono stati attimi pericolosi?
«Per fortuna no – continua Cherif – e posso dire che è sempre andata bene. Qualche foratura, questo sì, ma tutto sommato la strada ma soprattutto la “Camy”, non mi hanno mai dato problemi. Certo, sono stato fortunato direi, ma se si pedala con il cuore e senza pensare che qualcosa di brutto possa accadere, tutto andrà solo e sempre in senso positivo».
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Come ti guadagni da vivere per finanziare le varie tappe e il proseguimento di questa avventura?
«La prima parte del viaggio è proceduta grazie all’immenso supporto dei miei favolosi amici e parenti che mi hanno mandato qualcosa. Senza di loro sarebbe stato molto più difficile. Però devo dire che lo spirito e il progetto del viaggio sono arrivati in tanti cuori. Qualcosa si è mosso. Ho visto tantissimi amici che prima non utilizzavano mai la bici e ora la usano spesso e qualcuno ha fatto anche ideato qualche viaggetto non proprio come il mio, chiedendomi pure consigli su come mi stanno andando le cose. Di questo sono davvero tanto orgoglioso».
Quali sono le tue prossime mete? Dove ti porterà la tua Camy?
«Ora sono in Nuova Zelanda a lavorare e racimolare un po’ di soldi – conclude El Bakkali - e non so ancora quando ripartirò; intanto penso ad utilizzare fino in fondo il visto a mia disposizione: poi ripartirò alla grande. Un grande ciao a tutti i sassolesi ed in particolare ai miei amici». —
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