L’inchiesta sulla Cavata: il pm chiede l’archiviazione
Tre funzionari di Comune, Arpae e Consorzio denunciati per abuso d’ufficio La Procura non vede reati, ma un residente si oppone: deciderà il giudice
Un dirigente del Comune di Carpi e due dirigenti del Consorzio di Bonifica dell’Emilia centrale e di Arpae indagati per peculato e abuso d’ufficio.
Il pm Katia Marino ha chiesto l’archiviazione del caso, ma contro questa decisione farà ricorso in opposizione la persona che ha denunciato i tre professionisti. Alla base c’è una vertenza che si trascina da anni relativa al comparto industriale-artigianale di Lama di Quartirolo e sulla quale da tempo anche il mondo politico locale aveva drizzato le antenne. Già il consigliere Roberto Benatti nel 2011 presentò un’interrogazione riguardante il comparto PP11 di via Molise, cui l’assessore Simone Tosi rispose in modo che il consigliere reputò insoddisfacente, rimarcando come a molte delle domande contenute nella sua interrogazione l’assessore non avesse replicato, limitandosi a elencare una cronistoria della questione.
Riguardava lo scolo della Cavata e le problematiche derivanti dai continui allagamenti con presenza di residui oleosi (aceto probabilmente dovuto a operazioni di lavature agricole, fu la risposta di Tosi) ai danni di alcuni terreni. L’ultima interrogazione di Benatti porta data 29 giugno di quest’anno e contiene nuovamente la richiesta di chiarimenti in merito al comparto PP11.
Si tratta dell’area compresa tra via Molise e la Cavata orientale, ovvero quella relativa al progetto di riqualificazione idraulica Life Rinasce: realizzato dal Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, il progetto prevede sulla Cavata Orientale la creazione di un habitat che impedisca l’allagamento dei terreni in caso di forte maltempo. Fatto sta che un residente ha denunciato i tre dirigenti ipotizzando abusi d’ufficio sulle varianti urbanistiche. Ovvero per aver illecitamente favorito la trasformazione della qualificazione dei terreni e del cavo, in modo da realizzare l’area industriale.
Ora sarà il Comune di Carpi a pagare le spese legali del dirigente, che dovrà comparire davanti al giudice il prossimo 18 settembre, per l’udienza di opposizione.
Dopo Benatti è insorta anche Carpi Futura: «L'amministrazione comunale dovrebbe essere la parte offesa, invece nella delibera con cui motiva che pagherà il legale a questo dirigente sostiene che non c’è conflitto d’interesse - affermano i consiglieri Giorgio Verrini, Anna Azzi e Paolo Pettenati - Alcune cose non quadrano. Per trasparenza il compenso al legale dovrebbe esser pubblicato nell'albo pretorio, ma noi non lo vediamo, oppure non c’è? I carpigiani dovrebbero conoscere il nome del dirigente. Inoltre chiediamo: verso costui, nel frattempo, è stato attivato un procedimento disciplinare?».
Quesiti cui Carpi Futura chiede venga risposto al prossimo Consiglio comunale. Il Comune per il momento risponde con una nota.
«Vi sono procedure da seguire, previste nel Contratto Nazionale di Lavoro, che prevedono che l’ente assuma gli oneri relativi alle spese per l’assistenza in giudizio dei propri dipendenti o dirigenti - si legge - Con la delibera approvata dalla Giunta il 21 agosto si è deciso di accogliere la richiesta di patrocinio legale avanzata dal dirigente, verificato che sussistono, tra i vari elementi, la stretta inerenza del contenzioso a fatti o atti direttamente connessi all’espletamento del servizio e l’assenza di conflitto di interessi. Ovviamente in caso di condanna nessuna spesa sarà sostenuta dal Comune. L’ente risponderà all’interpellanza in Consiglio comunale». —
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