La vertenza trasloca nelle aule dei tribunali Sarà un autunno caldo
CASTELNUOVOEra il 17 ottobre dello scorso anno quando 75 soci-lavoratori delle due cooperative appaltatrici della Castelfrigo decisero di intraprendere uno sciopero a oltranza per opporsi ad una...
CASTELNUOVO
Era il 17 ottobre dello scorso anno quando 75 soci-lavoratori delle due cooperative appaltatrici della Castelfrigo decisero di intraprendere uno sciopero a oltranza per opporsi ad una procedura di licenziamento di massa. Da quel giorno è quasi passato un anno e dopo varie fasi la vertenza non si è ancora conclusa, ma ha assunto una nuova forma: i lavoratori licenziati hanno infatti deciso di citare in giudizio la Castelfrigo.
«L’obiettivo è il riconoscimento del lavoro dipendente in capo all’azienda - spiega Marco Bottura, segretario della Flai Cgil di Modena - Questo, tuttavia, non è l’unico processo in quanto ve ne sono altri ancora in corso». Uno di questi riguarda il recupero del trattamento di fine rapporto che i lavoratori non hanno percepito dalle cooperative, che sono in procedura di liquidazione coatta amministrativa: «Abbiamo così chiesto all’azienda di farsi carico del pagamento del Tfr e anche in questo caso ci siamo rivolti a un giudice», prosegue Bottura.
La Flai Cgil ha inoltre presentato la propria opposizione all’ordinanza del giudice che, poche settimane fa, non ha riconosciuto un atteggiamento antisindacale da parte della Cisl e della Castelfrigo in relazione all’accordo siglato a dicembre che ha comportato l’assunzione, tramite l’agenzia per il lavoro Sapiens, dei 52 lavoratori che non avevano preso parte allo sciopero.
«I loro contratti, insieme a quelli degli undici lavoratori introdotti nuovamente all’intero dell’azienda al termine del blocco dei cancelli di febbraio, scadranno a fine settembre ma non sappiamo ancora quali saranno i risvolti», spiega il leader della Flai, che fa anche un bilancio su come sta procedendo la ricollocazione degli altri lavoratori licenziati: «Molti di loro si sono trasferiti, altri invece lavorano saltuariamente e i contratti rimangono precari in quanto hanno una durata di poche settimane e al termine di esse i lavoratori ritornano a percepire la disoccupazione». —
S.D.
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