Messico, carpigiani salvano otto naufraghi
L’ottico Giorgio Lugli e due amici erano in vacanza: con un gommone hanno riportato a riva un gruppo di pescatori
Un gruppo di carpigiani in vacanza in Messico ha salvato la vita di otto pescatori del posto che stavano per annegare a bordo di imbarcazioni precarie. Protagonista di quest’avventura a lieto fine, grazie al coraggio del gruppo, è l’ottico Giorgio Lugli insieme ad alcuni concittadini. Giorgio era in vacanza con gli amici, in buona parte carpigiani, alla posada Holbox Mawimbi, struttura ricettiva gestita, anch’essa da due carpigiani che si sono trasferiti lì da 20 anni, incantati dalla bellezza del luogo. Ed è in questo paradiso, incastonato nel Golfo del Messico, tra Cuba e i Caraibi, che è avvenuta l’impresa che ha permesso di salvare otto vite. Poche ore prima che le vacanze dei carpigiani finissero.
«Ho trascorso un bel periodo di vacanza a Holbox, alla posada Mawimbi, gestita da due amici carpigiani che da una ventina d’anni vivono lì: Carmelo Alemanni e Ornella Seroni. Li ho raggiunti insieme a una decina di amici – racconta l’ottico Giorgio Lugli – In quel luogo i pescatori si imbarcano per raggiungere il largo a bordo di barche piccolissime, di due metri, che vengono denominate pulpera, poiché le utilizzano per pescare i polipi. Molti sono in condizioni precarie: non sanno nemmeno nuotare e si imbarcano per guadagnare qualche soldo. Succede che dopo qualche mareggiata non tutti ritornino a riva. Abbiamo visto due di queste barche allontanarsi all’orizzonte poco prima del tramonto: otto i pescatori salpati a bordo di questi piccoli mezzi, partiti proprio da Holbox. Noi siamo andati a cena, ancora ignari dell’avventura che ci stava aspettando. Improvvisamente, il silenzio è stato squarciato da più grida nella sera: “Aiuto, aiuto”. Uno dei pescatori imbarcati poco prima era riuscito a ritornare indietro, raggiungendo la riva a nuoto: ci stava chiedendo rinforzi perché le due piccole imbarcazioni si erano rovesciate, finendo sott’acqua. Tutto questo a circa due miglia dalla costa, nel pieno delle tenebre. Saranno state, infatti, le nove di sera».
Giorgio e gli amici non ci hanno pensato due volte: hanno sfidato il buio con alcune torce, sono saliti sul gommone e sono andati a cercare i pescatori. «Siamo saliti io, i miei amici carpigiani Claudio Colliva e Carmelo Alemanni e un terzo, marchigiano: Gianluca Benedetti. Carmelo conosce le correnti, abbiamo intercettato la direzione giusta rintracciando le due imbarcazioni – prosegue Giorgio – le due barche erano già rovesciate, con i pescatori aggrappati. Erano completamente sommersi, sfiniti da ore. Li abbiamo recuperati, issandoli con forza sul gommone, e portati a riva. È stata un’esperienza molto toccante. Successivamente, la polizia li ha presi in carico. E, alle 4 del mattino, siamo ripartiti per tornare in Italia». —
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