«La vigilanza sulle banche non può essere distruttiva»
Il d.g. della Banca d’Italia è intervenuto al convegno dell’Auditorium Biagi «Il sistema unico è efficace ma ora lo stile dovrà essere messo a punto»
Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d’Italia, era ieri a Modena uno degli ospiti di spicco della Wolpertinger Conference, evento internazionale che si tiene ogni anno e che oggi vivrà la seconda giornata sempre presso l’Auditorium Biagi nell’ambito delle celebrazioni del 50ennale della facoltà di Economia modenese, oggi Dipartimento di economia Marco Biagi.
L’evento modenese raduna gli accademici che si occupano di sistemi finanziari e intermediari ed è stato organizzato dai docenti di Unimore che si occupano di queste materie con il sostegno di Bper Banca. Al convegno, rigorosamente in lingua inglese, è intervenuto per i saluti anche Pietro Ferrari, presidente dell’istituto di credito modenese. Al tavolo, con il compito di coordinatrice, la docente modenese Elisabetta Gualandri.
Il tema della mattinata di ieri era l’Unione bancaria europea, un meccanismo di vigilanza unico sulle banche, e l’intervento del direttore Salvatore Rossi ha suscitato notevole interesse.
«Il principale elemento di debolezza della vigilanza unica europea sulle banche è l’attuale mancanza di chiarezza sul Mrel, il livello minimo di fondi propri e passività aggredibili in caso di bail in», ha detto Salvatore Rossi sottolineando che «l’Unione bancaria europea non è riuscita a spezzare il circolo vizioso tra settore bancario e Stati sovrani ma ha introdotto una “camicia di forza” che impedisce alle banche di essere salvate dai contribuenti in caso di crisi. Una calibrazione attenta e pragmatica del nuovo requisito è fondamentale. Alle banche dovrebbe essere concessa una quantità di tempo sufficiente perché possano soddisfare il nuovo requisito senza impatti dirompenti sul proprio business». Secondo il d.g. la vigilanza unica dovrebbe permettere alle banche di svolgere il loro compito: «Il nuovo sistema di vigilanza bancaria - ha aggiunto Rossi - ha dimostrato finora la propria efficacia ma lo stile della vigilanza deve ancora essere messo a punto. Questo non sorprende, dal momento che principi e prassi di supervisione differiscono da Paese a Paese».
«Il tema impone un'accurata riflessione - ha detto ancora Rossi - in considerazione degli obiettivi finali dell'Unione bancaria. Accantonato lo scopo originario di scindere il legame perverso tra emittenti sovrani e banche, la vigilanza unica dovrebbe ambire a porre le banche nelle condizioni migliori per svolgere il loro compito fondamentale, ossia erogare credito alla parte sana dell'economia».
«La crisi di una banca, sempre possibile per molte ragioni, dovrebbe essere affrontata in modo omogeneo a livello europeo, riducendo al minimo il coinvolgimento finanziario dei contribuenti - ha concluso Rossi - Dovremmo evitare, come responsabili della vigilanza, di perdere di vista tali obiettivi per perseguire una sorta di integrità burocratica. Il credito bancario continuerà ad avere un ruolo rilevante per molti anni ancora, soprattutto per le piccole e medie imprese, e il suo regolare flusso non dovrebbe essere irragionevolmente rallentato per l'ossessione dei supervisori di evitare accuse nel caso in cui un debitore sia in ritardo con i pagamenti». —
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