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«Sgombero al bar Fly? Arredi abusivi da mesi Glielo avevamo detto»

FINALEIl flashmob organizzato in segno di solidarietà al bar Fly ha acceso i riflettori su una situazione transitoria, che si trascina da tempo. Lo sgombero - e non sequestro, come precisa l’amministr...

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FINALE

Il flashmob organizzato in segno di solidarietà al bar Fly ha acceso i riflettori su una situazione transitoria, che si trascina da tempo. Lo sgombero - e non sequestro, come precisa l’amministrazione comunale - è avvenuto mercoledì mattina con il trasporto nel magazzino comunale di sdraie, ombrelloni, una moto d’acqua e “cavi pericolanti ad altezza uomo tra le alberature”. Quanto avvenuto ha innescato la reazione dei clienti, tutti solidali con Matteo Veronesi. Ora il Comune ricostruisce la situazione con una nota.

«L’ordinanza di sgombero di quanto insisteva abusivamente su suolo pubblico è del 21 luglio - si legge - Per sottolineare che da parte di questa amministrazione non vi è nessuna forma di accanimento, rendiamo noto che il proprietario del locale è stato più volte sollecitato, anche prima della emissione dell’ordinanza (attraverso convocazione di incontri a cui lo stesso ha partecipato, il primo risalente al 10 luglio), a rimuovere l’arredo occupante abusivamente il suolo pubblico in totale assenza di convenzione e/o autorizzazione (il pagamento asserito dal proprietario è riferito ad altre aree). Le aree oggetto dello sgombero sono quelle relative alla carreggiata asfaltata interna dei giardini e all’area verde di proprietà comunale.L’ordinanza è stata eseguita il 29 agosto dopo vari tentativi (incontri, telefonate, sollecitazioni di vario genere) di conciliazione e invito a rimuovere autonomamente l’arredo non autorizzato e l’indicazione a regolarizzarsi. L’attuale amministrazione è impegnata a far rispettare le normative e i regolamenti vigenti per evitare disparità di comportamento nei confronti di attività, cittadini e di tutta la comunità finalese. Il buonsenso invocato in questo contesto lo si è sempre utilizzato e lo si continuerà a utilizzare in futuro, ma la collaborazione può esistere solo se tutti i soggetti sono disposti ad ascoltare e porre in essere le azioni necessarie per risolvere i problemi». —



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