Muzzarelli: «Prima di me vengono contenuti e alleanze»
Il sindaco sulla ricandidatura: «Per il Pd l’autosufficienza è un’autocastrazione Porta aperta alle liste civiche. A Leu dico che siamo disponibili a innovare ancora»
La lettera scritta da Gian Carlo Muzzarelli che la Gazzetta ha pubblicato nei giorni scorsi ha fatto parecchio rumore. In città ha smosso le opposizioni e dentro al Pd è stata accolta con particolare favore perchè “qualcuno - come si dice nei corridoi - ha tolto le castagne dal fuoco”.
A farlo è stato il sindaco, e nelle sue parole in tanti hanno letto il suo primo manifesto per la ricandidatura. Oggi non si tira indietro, sa bene quello che ha fatto e scritto, ma dice che è presto per parlarne ufficialmente: «La lettera che ho inviato alla Festa non è la mia candidatura. Ci sto pensando, ma non può essere questo il punto di partenza. Prima ci sono i contenuti e le alleanze».
Ieri sera, parlando alla Festa Pd insieme ad altri sindaci, è intervenuto sul dibattito nazionale interno al partito: «Non credo ci sia bisogno di cambiare nome al Pd, e di sicuro non c’è bisogno di operazioni commerciali. Noi non siamo un prodotto da vendere nei supermercati. Bisogna rimetterci in sintonia con la società profonda, sofferente, delusa, incerta sul futuro, oltre che con quella più dinamica e creativa. Dobbiamo registrare e cambiare le nostre politiche, con risposte nuove e convincenti sul lavoro precario, sull’integrazione degli immigrati, che Salvini non riuscirà a mandare a casa come aveva promesso (e per nasconderlo solleva un caso al giorno e fa il bullo), sul rilancio degli investimenti pubblici e privati, sulla valorizzazione delle autonomie contro il neocentralismo romano, sul rapporto fra stato e mercato, per un pubblico capace davvero di regolare e controllare con rigore, tempestività e severità».
«I “gialloverdi” stanno conducendo una perenne campagna elettorale senza risolvere nessun problema, perché diciamolo forte: stanno minacciando, promettendo e insultando, ma di provvedimenti veri e di risultati veri non ce ne sono, anzi l’unico atto è il rinvio dei soldi per le periferie».
«A Modena governa una maggioranza di centrosinistra. Il Pd spero che abbia capito che l’autosufficienza è in realtà un’autocastrazione, ed ai compagni ed alle compagne di MDP-LEU ricordo che il 4 marzo, correndo da soli, non hanno trovato le praterie che sognavano. Porta aperta alle liste civiche. Siamo disponibili a dialogare e innovare ancora. Va da sé che se ci si chiede di buttare via tutto la discussione è inutile. E’ inutile non perché abbiamo la presunzione che tutto vada bene e che abbiamo fatto tutto bene, ma per il fatto che si esce dalla realtà: i lavori alla periferia nord sono in corso, i recuperi all’ex Amcm sono in corso, il S.Agostino-Estense in partenza, le nuove piste ciclabili sono in corso di realizzazione, la politica per fermare il consumo di suolo è partita, gli interventi per la sicurezza dei ponti li abbiamo fatti senza aspettare la tragedia di Genova. Modena è cresciuta come città aperta e solidale, ed è la Modena che conosciamo e di cui andiamo orgogliosi proprio perché è stata aperta e solidale e dunque il problema è se interrompiamo questa storia di giustizia e coesione sociale o la rinnoviamo all’altezza delle sfide di oggi». —
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