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tesori dell’arte 

I Tintoretto modenesi in tour tra Venezia il Quirinale e gli States

STEFANO LUPPI
I Tintoretto modenesi in tour tra Venezia il Quirinale e gli States

I dipinti ottagonali un tempo nelle stanze di Francesco I chiesti in prestito per importanti esposizioni internazionali

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Dopo il Louvre di Parigi che ha chiesto in prestito a Modena il Compianto quattrocentesco di Guido Mazzoni ora sono altri importanti musei del mondo a richiedere, per un lasso di tempo, le più prestigiose opere modenesi. Prima di Mazzoni, infatti, toccherà ad alcuni preziosi dipinti di Jacopo Rubusti detto il Tintoretto (Venezia 1519-1594) fare le valigie. Si tratta di opere conservate da sempre alla Galleria Estense di Palazzo dei Musei, visto che nel 1658 entrarono nelle collezioni del duca di Modena Francesco I che decorò così una camera del Palazzo Ducale di piazza Roma. Ma questi notissimi dipinti ottagonali - sono in tutto 14 quelli conservati nel museo autonomo diretto da Martina Bagnoli - ebbero origine a Venezia, nel 1541, quando Tintoretto li realizzò per il conte Vettor Pisani, banchiere veneziano che così arredò il suo Palazzo San Paterniano. Ora alcuni di questi tornano proprio nella Serenissima per le attesissime mostre dedicate al Tintoretto previste alle Gallerie dell’Accademia e a Palazzo Ducale di Venezia dal 7 settembre al 6 gennaio prossimo. Ma Venezia non è l’unica sede prestigiosa che ha chiesto (e ottenuto) dalla direttrice Bagnoli i Tintoretto: alcuni ottagoni sono già stati ne 2017 a Parigi e Colonia mentre altri andranno anche alle Scuderie del Quirinale di Roma e a Washington.

Alla fine di questo girovagare le opere torneranno ovviamente alla Galleria Estense, ricche di nuove letture scientifiche. Anche così progredisce la storia dell’arte. Ma non è tutto. Martina Bagnoli, studiosa italiana con lunga esperienza di lavoro negli Usa, ha deciso di sottolineare in modo curioso la partenza di alcuni ottagoni di Tintoretto.

E così sul muro del salone del museo che ospita questi dipinti, al fianco di quelli ancora presenti ha fatto disegnare dei grandi punti interrogativi. Un modo ironico per dire che torneranno, come spiega un cartello: «Che fine hanno fatto i Tintoretto mancanti? Niente paura non sono stati rubati!». Intanto la Galleria modenese si sta predisponendo per aprire nuove mostre. A Palazzo dei Musei, dal 20 settembre al 6 gennaio, “Meravigliose avventure. Racconti di viaggiatori del passato” mentre al Ducale di Sassuolo “Sidival Fila.Prospettive relative” (dal 15 settembre al 4 novembre). —

STEFANO LUPPI

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