Reggio, maltrattamenti ai bimbi nell'asilo-modello. Sospesa maestra di Sassuolo
Pizzicotti e strattoni a 10 bimbi di 4 anni dell'asilo Malaguzzi. Una mamma denuncia e le telecamere nascoste filmano tutto. Nei guai l'insegnante
REGGIO EMILIA Ha affidato sua figlia all’asilo simbolo della pedagogia più avanzata e della difesa di bimbi, il Loris Malaguzzi, quello che porta il nome del capostipite del metodo di insegnamento grazie al quale le maestre giungono da tutto il mondo per imparare ad accudire i bambini.
Una madre che ha però notato, la primavera scorsa, che qualcosa nella sua bimba di 4 anni non andava. Strani lividi da pizzicotti sul corpo della figlia, un disagio evidente manifestato dalla bimba ogniqualvolta doveva entrare o uscire da quella scuola d’infanzia.
Parlando, poi, ha scavato a fondo, rimanendo basita dalla realtà raccontata dalla figlia. La bimba ha descritto alla madre i maltrattamenti subiti nella scuola d’infanzia per mano dell’esperta maestra, un donna di 55 anni, nata a Sassuolo e residente a scandiano denunciata ad aprile.
Dopo attente indagini da parte dei carabinieri – che hanno piazzato telecamere nascoste e microfoni nel Centro Internazionale Malaguzzi di Piazzale Europa – sono state scoperte le vessazioni abituali subite anche dagli altri 9 bambini della classe, tutti attorno ai 4 anni di età. Maltrattamenti che hanno portato alla sospensione della maestra per disposizione del tribunale di Reggio e ora al centro di una inchiesta penale.
LE DUE FACCE
Le vessazioni non avvenivano davanti alle colleghe. La maestra cambiava atteggiamento quando era sola, diventando minacciosa davanti ai bimbi inermi. Parliamo di una delle insegnanti con più esperienza nel vasto organico dell’Istituzione scuole e nidi d’infanzia, fiore all’occhiello di Reggio Emilia per il quale il Comune investe 21 milioni di euro l’anno per la sola fascia da zero a sei anni, primato che ci pone alla pari del nord Europa, screziato da questo caso isolato ma che riporta alla mente l’episodio simile del 2015 in un altro asilo reggiano.
LA RABBIA IN CLASSE
Dopo la denuncia della mamma ai carabinieri, la procura ha accolto il caso e avviato le indagini. A maggio sono partite le intercettazioni nella scuola d’infanzia. Da lì il vaso è stato scoperto. La maestra, quando era senza le colleghe, si trasformava rivolgendosi ai 10 bambini della classe con voce rabbiosa e toni minacciosi e perentori. Non solo: le immagini la immortalano mentre li strattona violentemente, afferrandoli per il collo o tirandoli per i capelli, rovesciandoli con rabbia dalla brandina sulla quale erano sdraiati per il riposino pomeridiano stringendoli forte e dando pizzicotti sulle braccia e sulle gambe.
Bambini che tornavano a casa con lividi e che venivano anche apostrofati con frasi del tipo «piangi pure... non mi interessa sentirti piangere», incutendo in tale modo paura e disagio nei minori, che hanno cominciato a mostrare disamore per quel luogo in teoria così dorato.
L’ALLONTANAMENTO
La maestra del Malaguzzi è stata quindi colpita da una misura cautelare – la meno afflittiva – con la sospensione dell’esercizio in ufficio pubblico per 6 mesi con il divieto per altrettanti mesi di svolgere l’attività di insegnante presso qualsiasi scuola.
La donna, infatti, è ora indagata a seguito della meticolosa attività investigativa condotta dai carabinieri di Reggio Emilia, che le contestano il reato di maltrattamenti verso i bambini. Il sostituto procuratore Stefania Pigozzi, titolare della delicata inchiesta, concorde con gli esiti investigativi dei carabinieri della stazione di Santa Croce e di quelli in forza al nucleo operativo di Reggio Emilia, ha infatti richiesto ed ottenuto dal gip Luca Ramponi l’ordinanza di applicazione della misura interdittiva eseguita giovedì scorso dai carabinieri reggiani.
Le indagini dei carabinieri reggiani, supportate anche da intercettazioni ambientali audio-visive, hanno infatti rivelato che nella scuola per l’infanzia alcuni bambini venivano maltrattati con continue vessazioni fisiche e psicologiche da parte della loro maestra. Le indagini dei carabinieri di via Adua e del nucleo operativo della compagnia di Reggio Emilia sono partite dalla denuncia della madre, presa poi in carico dalla procura, che ha cercato di andare anche più indietro nel tempo. La vicenda ha preso corpo perché sono stati effettuati diversi riscontri a carico della maestra indagata. L’indagine ha di fatto portato alla luce i maltrattamenti ai danni del resto della classe.
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