Parliamoci. Rinnovamento, ovvero dove il Pd si è perso
La stagione delle feste Pd apre di fatto la fase congressuale, indipendentemente da quando generali e sergenti di un esercito frastornato decideranno di avviarlo in modo formale previo faticoso...
MODENA. La stagione delle feste Pd apre di fatto la fase congressuale, indipendentemente da quando generali e sergenti di un esercito frastornato decideranno di avviarlo in modo formale previo faticoso accordo sulle liturgie. La apre perché è lì comunque che in qualche modo si discute, tra un gnocco fritto e un liscio, facendosi strada tra le passerelle da manuale Cencelli di parlamentari e amministratori in cerca di una base residua e resiliente: ostinata a muoversi in direzione contraria al vento del tempo. Sentimenti e speranze dei militanti combattono con lo smarrimento e la rabbia degli stessi: sarà un’impresa titanica convogliarli nel disegno del “nuovo sogno collettivo” evocato da chi il Pd lo fondò. Ma ascolto e sintesi sono il compito principale di chi vuole riaffermare una leadership, oggi travolta in campo nazionale e messa a rischio anche nei territori più fedeli dalla capacità M5S e Lega di attirare consenso e incarnare fiducia. E se a Salvini, che radicalizzerà la destra monopolizzandola, è tutto sommato agevole contrapporre almeno un bagaglio di valori e scelte di campo da cui nessuna area progressista può discostarsi, più difficile è il confronto con i pentastellati. Non tanto perché “dicono cose di sinistra” non si sa quanto realizzabili, ma perché hanno già messo in atto, pur con tutte le contraddizioni e i limiti possibili, la più grande opera di rinnovamento del personale politico e del suo modo di porsi e di operare mai vista in Italia: ciò che auspicava avvenisse grazie alla propria parte la quasi totalità di chi ancora varca i cancelli delle feste Pd per poi (magari) votarlo. Ma non avvenne è questo, oggi, non è perdonata: per quanto i militanti salutino ancora con gentilezza e rispetto misti a rassegnazione dirigenti e apparati che incontrano tra stand e dibattiti. E che qualcuno, senza poi riuscire a farlo, aveva promesso di mettere da parte... Una fake news fatta in casa, l’arma letale regalata agli avversari. Fino a quando? Fino all’estinzione?
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