Gazzetta di Modena

Modena

Maxi lite tra bande a Carpi finisce a bottigliate

Serena Arbizzi
Maxi lite tra bande a Carpi finisce a bottigliate

Scontro per futili motivi in via Fassi: i rivali separati dai residenti. «La strada è un ghetto tra alcolizzati e tossicodipendenti»

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CARPI Una rissa tra fazioni rivali avrebbe potuto avere un tragico epilogo se non fossero intervenuti i residenti del quartiere a separare i contendenti che si stavano affrontando, minacciandosi con una bottiglia rotta.

L’episodio si è verificato nella tarda serata di sabato, in via Guido Fassi, definita dai residenti e da chi la frequenta il nuovo “ghetto”, per la presenza assidua di spacciatori, di soggetti che abusano di sostanze alcoliche e di stupefacenti. Lo scontro è scoppiato sabato alle 22.30 nell’area verde di fianco alla chiesa di San Nicolò, in via Guido Fassi vicino alle medie Pio. Un gruppo di stranieri stava ritornando a casa con alcune sporte piene di bottiglie di birra. Improvvisamente, una delle bottiglie è caduta a terra e il gruppo si è fermato per raccoglierla. Un passante si è fermato ad aiutare gli stranieri per ripulire la strada dal vetro. All’improvviso è sopraggiunto un secondo gruppo di stranieri che ha inveito contro il primo, provocandolo. Dopo insulti e provocazioni uno dei contendenti si è spaccato una bottiglia di vetro in testa e ha iniziato a minacciare gli altri, nel timore generale che lo scontro potesse degenerare e qualcuno rimanesse ferito.

«La nostra via è un ghetto, siamo esasperati, tra spaccio, alcol e tossicodipendenti - spiegano residenti ed esercenti - Sabato sera abbiamo visto arrivare il primo gruppo di quattro persone con le birre e, quando abbiamo sentito il tonfo delle bottiglie cadute per terra siamo usciti per aiutarli a pulire. Poi è arrivato l’altro gruppo che ha iniziato a offendere il primo. Uno dei ragazzi, quindi, si è spaccato in testa una bottiglia di birra e ha minacciato gli altri, puntando i cocci contro il collo di un rivale, dicendo che sarebbe andato avanti se non avessero smesso. Ormai potrei citare almeno una ventina di episodi simili».
 

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