Modena, riapre S. Agostino «Giorno di festa e di speranza per tutta la città»
Il vescovo ha inaugurato l’edificio “guarito” dal terremoto: «Un luogo che è tra le radici della comunità di Modena»
MODENA. Per i turisti, per i cittadini, per la comunità dei filippini che lì si concentra la riapertura - ieri con messa solenne presieduta dal vescovo di Modena Erio Castellucci - della chiesa di Sant’Agostino dopo oltre sei anni è stata una autentica festa. La grande aula barocca al fianco di Palazzo dei Musei era strapiena, con tanti fedeli intervenuti a vedere tutti i lavori fatti nel corso dell’ultimo anno e a “riappropriarsi” di una delle principali chiese della città.
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Per ora bisognerà accontentarsi del fine settimana - tutto il giorno sabato e domenica - perché i tecnici devono ancora inserire una struttura interna di sostegno che renderà ancora più sicuro l’antica sede. Poi, da fine settembre, la chiesa barocca di proprietà comunale sarà aperta ogni giorno. Ma prima, a metà settembre in occasione del Festivalfilosofia, la facciata sul piazzale verrà utilizzata per proiezioni di giochi barocchi nel corso di una performance.
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Ieri il vescovo e il parroco don Paolo Notari hanno parlato di “speranza”, di «chiesa che è tra le radici della comunità di Modena da secoli», «di una meraviglia che unisce arte e fede tanto che ci hanno contattati per visitarla da Spagna, Ucraina, Lituania, Scozia». Tutti, compresi il sindaco Muzzarelli che dal pulpito ha elencato tutti i lavori che il Comune sta portando avanti nel post sisma, hanno ricordato l’importanza del Sant’Agostino.
L’intervento, costato 750mila euro arrivati da Regione, Fondazione Cr Modena (458mila), Bper, Comune, è stato gestito dal responsabile comunale dell’edilizia storica Giuseppe Mucci: «Abbiamo controllato - spiega l’architetto - l’intero apparato decorativo e non è stato semplice perché parliamo di opere che dovevano essere effimere. Abbiamo dovuto, ovviamente, renderle stabili dopo che gli Este nel ‘600 le avevano pensate in occasione dei funerali del duca Francesco III. Abbiamo poi eseguito la parte dell’intervento strutturale su pareti e facciata e oggi l’antisismica, mai completa per questi edifici, è il 30%. Siamo intervenuti sulla agibilità dell’aula e ora, con una piccola coda sempre relativa all’antisismica, ancoriamo la facciata attraverso una lunga barra che corre nella controsoffittatura. Questo intervento scongiurerà il ribaltamento del fronte della chiesa. Servirebbero inoltre altri fondi per intervenire sull’apparato di illuminazione che qui è datato».
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Durante la solenne funzione il pubblico ammirava le tante opere d’arte presenti in chiesa a partire dai dipinti cinquecenteschi di Francesco Stringa che decorano le centinaia di metri quadrati del soffitto e gli affreschi dell’abisde, anche questi salvati dai molti danni causati dal sisma di maggio 2012.
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Una signora di origine filippina spiega: «Noi ci riuniamo qui e penso che per molti cittadini e turisti rivedere questo luogo aperto dopo tanto tempo sia una benedizione»; un modenese conferma ragione: «Le opere d’arte qui dentro sono importantissime e ora sempre più sant’Agostino sarà anche un riferimento religioso e parrocchiale».
Dopo la benedizione dell’altare da parte del vescovo il sindaco Gian Carlo Muzzarelli è intervenuto: «Modena, città delle opportunità e della integrazione, si riappropria di un bellissimo edificio storico di proprietà del Comune dato in gestione alla Chiesa modenese. Stiamo anche completando i lavori di recupero delle chiese comunali visto che oltre a questa hanno già riaperto il Tempio e san Barnaba. Entro fine aprile toccherà alla chiesa del Voto poi resta San Biagio dove contiamo di partire coi lavori tra un anno». —
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