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Sara, “ritornata” dal coma: «Ho capito il valore della vita»

Andrea Gibellini
Sara, “ritornata” dal coma: «Ho capito il valore della vita»

Travolta da un’auto mentre era in bici: la caduta a terra e il “buio” per 10 giorni  «Sono incredibilmente uscita indenne. Fatico ancora a realizzare l’accaduto»

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MODENA Passare dalla vita al “limbo” rappresentato dal coma farmacologico in un lampo. Il tempo impiegato da una macchina a urtare la bici su cui attraversi, come decine di altre volte al mese, via Emilia Ovest. È quanto accaduto a Sara Morselli, 20 anni, che per 10 giorni è stata ricoverata in coma farmacologico all’ospedale di Baggiovara. Oggi, a poco più di due mesi dal dramma, sta bene e a ottobre incomincerà l’università di Marketing a Reggio Emilia. Secondo i medici se oggi può raccontare la sua storia è davvero un miracolo.

Incontriamo Sara all’uscita dell’ospedale, dopo uno dei tanti controlli medici necessari dopo questo tipo di trauma, e ci appare fisicamente e mentalmente incolume nonostante quanto le è accaduto, tant’è che è disposta a parlare e rivivere la sua esperienza.

«Stavo ritornando a casa dopo un pomeriggio in centro, qualche pedalata ancora e sarei arrivata. - spiega - Facevo sempre il solito tragitto, costeggiando il parco Ferrari e poi l’attraversamento pedonale, quello di via Emilia Ovest, di fronte al fast food. Quel giorno, però, qualcosa andò storto: l’impatto con un’auto che transitava lungo la carreggiata, la rovinosa caduta a terra, il coma».

Era il 25 giugno, data che Sara non dimenticherà mai, come non scorderà il 5 luglio, giorno in cui ha riaperto per la prima volta gli occhi, dopo 10 giorni di coma. Una rinascita.

«Quando mi sono svegliata non capivo dove mi trovavo, c’erano amici e parenti di fianco al mio letto d’ospedale ma non capivo il motivo - dice Sara - Provai a parlare ma avevo la bocca impastata e le parole non mi uscivano… è come se non riuscissi più a comunicare. Nei giorni successivi al mio risveglio sono stata informata di quanto mi era accaduto, e molti sono venuti a trovarmi. Anche il signore che mi ha travolta, appena saputa la notizia, si è presentato all’ospedale. Era sollevato nel vedermi sana e salva: dal giorno dell’incidente non aveva più avuto sonni tranquilli, mi confessò. Anche i medici mi hanno ripetuto più e più volte di essere stata fortunata ad uscire indenne dall’incidente, ma io faccio ancora fatica a realizzare quanto accaduto» dice con un mezzo sorriso che lascia spazio alla perplessità.

Sono molte le cose che Sara non riesce a spiegarsi, i ricordi sono confusi, mescolati e archiviati da qualche parte nel cervello, ma non persi definitivamente; confermano i medici, e i tanti esami a cui è sottoposta avvalorano i miglioramenti fisici e mentali. Ed è proprio questa repentina ripresa che l’ha spinta a continuare gli studi. «A giorni inizierò l’università di Marketing a Reggio, purtroppo non posso passare questi ultimi giorni al mare perché ho ancora tante visite da fare, ma sono viva, ed è questo l’importante».




 

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