Festival del cinema di Venezia: Premio Bresson alla Cavani
La regista carpigiana riceverà il riconoscimento dal segretario generale della Cei. Le motivazioni: «Il suo lavoro indaga il significato spirituale dell’esistenza»
QUI LO SPECIALE MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2018
CARPI. Prestigioso riconoscimento per la regista Liliana Cavani in occasione del Festival del cinema di Venezia, in corso di svolgimento nella città lagunare fino al prossimo 8 settembre.
L’edizione 2018 del premio intitolato a Robert Bresson andrà infatti alla regista carpigiana e verrà consegnato stamattina, nell’ambito del programma della 75esima Mostra internazionale d’arte cinematografica.
La regista lo riceverà da monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana (Cei) e presidente dell’Apsa, dalla Fondazione Ente dello Spettacolo (FEdS) e dalla Rivista del Cinematografo.
La cerimonia si terrà stamattina alle 11 al Lido di Venezia presso lo Spazio FEdS, precisamente alla Sala Tropicana 1, dell’Hotel Excelsior.
Il Premio Robert Bresson è stato istituito nel 1999 e viene assegnato ogni anno ad un regista che abbia dato testimonianza con il suo lavoro del difficile percorso di ricerca del significato spirituale dell’esistenza. Il riconoscimento è patrocinato dal dicastero per la Comunicazione della Santa Sede e dal Pontificio Consiglio della Cultura.
Nelle precedenti edizioni è stato attribuito a personaggi del calibro di: Giuseppe Tornatore, Manoel de Oliveira, Theo Angelopoulos, Krzysztof Zanussi, Wim Wenders, Jerzy Stuhr, Zhang Yuan, Daniel Burman, Walter Salles, Aleksandr Sokurov, Mahamat Saleh-Haroun, Jean-Pierre e Luc Dardenne, Ken Loach, Amos Gitai, Carlo Verdone, Mohsen Makhmalbaf e Andrei Konchalovsky. Nel 2017 ha ricevuto il riconoscimento Gianni Amelio. Quest’anno il premio è stato creato da Damiani e Venini che l’hanno realizzato per la Fondazione Ente dello Spettacolo, di cui sono main partner in occasione della Mostra del Cinema.
Da sempre il lavoro della Cavani si intreccia con temi di carattere religioso. Sono ben tre i film che la regista carpigiana Liliana Cavani ha dedicato alla figura di Francesco d’Assisi, pur rivendicando la sua laicità.
Il primo Francesco è del 1966, interpretato da Lou Castel; è il film d’esordio della Cavani. Il secondo è del 1989, interpretato da Mickey Rourke: l’atletico santo viene raccontato dai suoi confratelli, tra cui Chiara, con molta enfasi e non poche lungaggini è lo spirito del tempo. Il terzo è interpretato da Mateusz Kosciukiewicz, scritto da Mario Falcone, Gianmario Pagano, Monica Zapelli e dalla stessa Cavani.
«Il pensiero di Francesco anche oggi è attualissimo - ha dichiarato la regista alla Gazzetta - È l’unico intellettuale autentico: lui odiava il denaro, perché il denaro divideva e produceva guerra. L’esempio di Francesco è un messaggio fondato su una nuova e rivoluzionaria interpretazione del Vangelo, si concentra su concetti cardine: pace, condivisione, fratellanza e solidarietà». —
S.A.
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