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Niente nuovi bus a Modena: Seta ora ripiega su cinque “scarti” in arrivo da Pavia

Luca Gardinale
Niente nuovi bus a Modena: Seta ora ripiega su cinque “scarti” in arrivo da Pavia

Modena. La crisi della ditta fornitrice ha generato il ritardo, intanto è stata avviata la manutenzione sui mezzi più “antichi”

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Modena La speranza, almeno, è che i mezzi non arrivino in città tappezzati di adesivi del Pavia calcio, avversario del Modena nel girone D della quarta serie. Anche perché a breve saranno proprio i bus lombardi a trasportare gli utenti modenesi del servizio pubblico, compresi quelli diretti allo stadio Braglia.

GLI SCARTI La novità è stata comunicata ieri mattina in Consiglio provinciale, dove era previsto un momento di approfondimento sul trasporto pubblico insieme al nuovo presidente di Seta Andrea Cattabriga, che si è soffermato soprattutto su due problemi ereditati dalla gestione Bulgarelli: da una parte la vertenza che da tempo divide l’azienda dal personale modenese e dai sindacati, e dall’altra la situazione del parco mezzi, molti dei quali sono piuttosto datati, come confermano i numerosi incendi dei mesi scorsi. E proprio sulla questione mezzi sono in arrivo alcune novità dalla Lombardia: dal momento che i venti nuovi bus a metano acquistati da Seta non sono arrivati ad agosto e con ogni probabilità non arriveranno nemmeno per fine ottobre, l’azienda ha deciso di comprare cinque mezzi usati di cui l’azienda pavese vuole disfarsi per rinnovare il parco mezzi, avviando allo stesso tempo un’operazione di manutenzione sui bus del 2004, 2005 e 2006.

I RITARDI Un ritardo, quello dei venti mezzi attesi a Modena, motivato principalmente dalla crisi della Bredamenarini, l’azienda bolognese dalla quale Seta ha acquistato gli autobus a metano, ma al quale ha contribuito anche il perenne conflitto modenese: «La vertenza ha danneggiato fortemente l’azienda - ha detto ieri Cattabriga in viale Martiri - e noi non possiamo lasciar passare messaggi che denigrano Seta». Tornano al parco mezzi, il presidente ha spiegato che «per far scendere l’età media degli autobus dagli attuali 12,5 a 10 anni, che sarebbero comunque più della media italiana, bisognerebbe acquistare 179 nuovi bus, cosa che ovviamente oggi sarebbe impossibile fare». Per quanto riguarda gli incendi, il numero uno dell’azienda di Modena, Reggio e Piacenza ha fatto notare che «l’anzianità dei mezzi non è l’unica ragione, dal momento che le componenti elettroniche hanno avuto problemi anche sui bus più recenti». La volontà dell’azienda, comunque, è quella di acquistare almeno trenta nuovi mezzi nel giro di un anno, anche se la nuova gara che si terrà entro il 2019 e lo spettro Busitalia - la società delle Ferrovie dello Stato che sta facendo man bassa del servizio pubblico su gomma in Italia, con l’obiettivo di arrivare a un quarto del territorio nazionale entro il 2026 - rende difficile fare programmi.

SINDACATI Spostandosi sul fronte sindacale, il presidente ha spiegato di avere in programma un incontro con le sigle sindacali con l’obiettivo di scongiurare lo sciopero annunciato da Cisl, Uil, Faisa e Ugl per il 17 settembre, primo giorno di scuola. Infine, Cattabriga ha replicato alle critiche arrivate nei giorni scorsi per la scelta di Seta di non partecipare alla gara per il trasporto scolastico modenese: «Non ci siamo sfilati - ha chiuso il presidente - ma avevamo deciso da mesi di non partecipare, anche perché non è facile per un’azienda come Seta fare investimenti così a breve termine». —


 

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