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IL NUOVO ANNO  

Scuola, le sperimentazioni fanno il pieno di iscritti

Serena Arbizzi
Scuola, le sperimentazioni fanno il pieno di iscritti

Nido flessibile al Tartaruga e novità per la fascia 2/6 al Peter Pan e all’Arcobaleno Abbassato il tetto massimo di alunni stranieri: le Giotto passano dall’80% al 58% 

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Numero di iscritti sostanzialmente allineati allo scorso anno, avvio con successo delle sperimentazioni, tetto massimo di alunni stranieri notevolmente abbassato. L’anno scolastico inizia così a Carpi, come sottolinea l’assessore all’istruzione Stefania Gasparini.

«Gli iscritti di quest’anno, a Carpi, sono 439 per i nidi. Lo scorso anno erano 467 - spiega l’assessore - Tenendo conto del calo dei nati e della sperimentazione al Tartaruga c’è una sostanziale tenuta. Lo stesso vale per le scuole d’infanzia, dove gli iscritti sono 1309 mentre un anno fa erano 1318».

La crisi influisce ancora sul numero di iscritti?

«Sì, ma in senso opposto agli anni scorsi. Mentre in precedenza si notavano ripercussioni negative, dovute al fatto che le madri stavano a casa dal lavoro a causa, appunto, della crisi, e pertanto accudivano direttamente i loro figli, ora si registra un’inversione di tendenza. Le iscrizioni al nido sono un forte segnale di questo trend. Non appena c’è crisi le iscrizioni calano, mentre ora c’è una sostanziale tenuta. Segnale, questo, di una ripresa, seppur minima. Hanno inciso, anche, sui nostri dati, le operazioni effettuate sui nidi che ci hanno consentito di non chiudere mai i servizi, ma di trasformarli».

Di quanto sono state abbassate le rette?

«Per quanto riguarda le rette, la massima cala di 50 euro per un risparmio massimo totale e possibile di 400 euro. Sono aumentati, inoltre, gli sconti per chi ha almeno due figli iscritti. Le operazioni sono state fatte grazie al finanziamento della Regione e dei governi precedenti».

Quali sperimentazioni sono partite con il nuovo anno?

«La sperimentazione relativa al nido “flessibile” Tartaruga nasce da riflessioni svolte un paio d’anni fa, incrociando i dati di un sondaggio con la possibilità aperta da nuove normative: è stato così avviato un servizio che viene incontro alle famiglie: i figli frequentano il luogo educativo senza gli orari di un nido classico. Quest’anno partiamo con la sezione da 15 posti: le richieste erano il doppio, tenendo conto che i genitori avevano la possibilità di effettuare la doppia iscrizione, al nido sperimentale e al classico, per poter rientrare comunque in una delle graduatorie. Due sono le fasce orarie disponibili: al mattino e al pomeriggio. Il maggior numero di domande è arrivato per il mattino, con i bimbi che, quindi, non si fermano per pranzo. Spostandosi al Peter Pan e all’Arcobaleno è stata confermata la sperimentazione per la fascia 2/6 anni. Due sezioni di scuola d’infanzia sono state aperte ai bimbi di 2 anni, con la peculiarità che non si tratta di un semplice anticipo ma è un progetto pedagogico ad hoc che prevede un percorso unico dai 2 ai 6 anni».

Lo scorso anno è stato siglato un protocollo con i presidi sulla presenza di alunni di origine straniera per evitare la formazione di scuole ghetto. Con che dato si parte?

«Cominciano a vedersi i primi risultati dell’accordo di rete per evitare la formazione di classi ghetto nelle scuole che registrano numeri elevati di alunni d’origine straniera. Premesso che credo sia un valore aggiunto che questi bambini frequentino la nostra scuola perché si faccia buona integrazione, abbiamo ottenuto che nelle scuole dove si sono registrate più difficoltà la situazione migliori. Come alle elementari Giotto, dove la percentuale di bambini non italiana è passata dall’80% al 58%. Inoltre, si è notevolmente abbassato il numero delle classi in deroga, provvedimento da richiedere quando è presente almeno il 30% di stranieri: queste classi sono passate da 52 a 44. Faremo, inoltre, progetti sperimentali per una maggiore integrazione».

Per quanto riguarda le carenze di organico qual è la situazione di Carpi?

«Sono preoccupata per le carenze di organico, in particolare per gli insegnanti di sostegno. Faremo di tutto per sollecitare affinché l’anno parte senza ruoli scoperti». —

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