Bonilauri: «Il nuovo Psc avanza senza confronto»
PRIGNANOÈ questione Psc a Prignano. Il consigliere di opposizione Ennio Bonilauri incalza la maggioranza sullo strumento urbanistico che sostituirà il vecchio Prg disponendo norme che regoleranno i...
PRIGNANO
È questione Psc a Prignano. Il consigliere di opposizione Ennio Bonilauri incalza la maggioranza sullo strumento urbanistico che sostituirà il vecchio Prg disponendo norme che regoleranno i prossimi trent'anni. Approvato in prima battuta nel novembre 2017, ora si avvia a diventare legge dopo un periodo di osservazione. «Uno strumento cruciale – sottolinea – ma che ci si appresta ad approvare in via definitiva senza nessun confronto con la popolazione. Un Psc adottato nell'autunno scorso (la minoranza non ha partecipato al voto proprio per protesta contro la mancata riunione pubblica) in silenzio e in totale contrasto con il vecchio Prg che rimane ancora oggi (nonostante sia stato approvato nel 1990), un piano con validi modelli di sviluppo che dovevano essere mantenuti o integrati». Sono state presentate diverse osservazioni tecniche dai cittadini sul documento, e l'auspicio di Bonilauri è che vengano recepite prima del passo definitivo. «Altrimenti – avverte – il nuovo Psc bloccherà le iniziative dei singoli, favorendo solo le grandi imprese di costruzioni ed eventuali forme speculative. Non è pensabile – spiega - che tutti gli stabili agricoli (o agricoli speciali) non più utilizzabili nell'attività non possano essere recuperati (tramite demolizione e ricostruzione) ad uso civile o artigianale. Il vecchio Prg prevedeva questa normativa, stabilendo un massimo di due unità abitative per ogni vecchio stabile agricolo. Ora il Psc lo vieta, con una norma che deve essere ridiscussa: la gente di Prignano ha il diritto di recuperare le proprie vecchie abitazioni in ambito agricolo, evitando che diventino dei ruderi pericolanti». «Ma è impensabile anche - continua - che borgate o similari siano cancellate o modificate dopo che il vecchio Prg le aveva approvate, in ottemperanza al Ptcp provinciale, impegnando soldi pubblici per portare fognature, utenze e gas metano. Sarebbe un grave danno erariale, oltre che un freno allo sviluppo del territorio e alla tutela geo-morfologica dell’ambiente agricolo-rurale». —
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