Foto, preghiere e furti nelle chiese in Emilia e nelle Marche, due arrestati dai Carabinieri
Una delle persone fermate dai carabinieri, originario della Sicilia, in passato ha risieduto e lavorato a Modena come bidello.
MODENA. Rubata, sostituita e rubata ancora a distanza di anni nella chiesa Collegiata di Santo Stefano a Castelfidardo (Ancona). E' lo sfortunato destino di una corona in ottone dorato posta su un crocifisso e presa di mira il 23 marzo scorso da due uomini arrestati dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Ancona per concorso in furto aggravato: per l'accusa sarebbero i responsabili di una serie di furti di oggetti devozionali antichi in chiese delle Marche e dell'Emilia Romagna.
L'operazione 'Pellegrinaggio criminale' sfociata in due ordini di custodia cautelare emessi del gip di Ancona Carlo Cimini su richiesta del pm Ruggiero Dicuonzo. Destinatari Salvatore Rizzo, 34 anni, già in carcere per un altro furto, e Salvatore Arturo Caudullo, 55 anni, originario della Sicilia collaboratore scolastico e in passato residente a Modena, entrambi domiciliati i a Rimini. I colpi contestati, alcuni in concorso, altri solo a Rizzo, sono stati commessi a Castelfidardo, Faenza, Senigallia, Piacenza, Pesaro e Imola.
Le modalit operativa erano pi o meno sempre le stesse: entravano nelle chiese come turisti pellegrini, scattavano foto, a volte pregavano per poi asportare gli oggetti. Per l'accusa Rizzo sarebbe l'autore materiale dei colpi mentre Caudullo l'avrebbe aiutato in alcuni casi agendo da 'palo'.
Tra gli oggetti rubati una corona placcata d'oro della statua della Madonna del popolo nel duomo di Piacenza, una pisside in ottone argentato del XVII sec. nella chiesa San Cassiano di Pesaro, un ostensorio in metallo argentato nella chiesa faentina di San Francesco ed ex voto in metallo prezioso asportati nella chiesa di San Cassiano dell'Osservanza a Imola. Solo una minima parte della refurtiva, sulla base di uno scontrino trovato a casa di Rizzo durante una perquisizione, stata rinvenuta in un Compro Oro a Rimini (il negozio estraneo all'inchiesta) a cui l'uomo aveva venduto gli oggetti in cambio di un centinaio di euro: tra i preziosi ritrovati alcuni calici fatti a pezzi in previsione di essere fusi e una spadina dorata dell''800 di Madonna addolorata di cui non stata chiarita la provenienza.
Era arrivato da Senigallia il primo impulso all'inchiesta, eseguita dai carabinieri del Nucleo Tutela diretti dal magg. Carmelo Grasso con la collaborazione dei militari delle Compagnie di Senigallia e Osimo guidate dai magg. Raffele Conforti e Cleto Bucci: nella cattedrale senigalliese, il 26 aprile scorso, il furto di due calici d'argento era stato immortalato dalle riprese video dell'impianto di sorveglianza. Confrontando le immagini con altre registrate a Castelfidardo, grazie all'ausilio degli agenti della Polizia Scientifica, gli investigatori erano riusciti a dare un volto ai presunti ladri. Durante gli accertamenti Rizzo, detenuto per furti tra il 2008 e il 2014 e raggiunto ora da un secondo ordine di custodia, era finito in carcere per fatti estranei all'inchiesta. Gli investigatori hanno seguito le tracce dei due presunti ladri seriali mentre si spostavano in treno in varie citt italiane tra Piemonte, Veneto, Toscana e Abruzzo.
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