Gli dicono di tornare ma anni dopo gli negano il permesso di soggiorno
Presenta la domanda per il rinnovo del permesso di soggiorno, lo convocano per le impronte digitali ma quando è il suo turno gli dicono di tornare e che lo riconvocheranno. Ma non ha mai ricevuto...
Presenta la domanda per il rinnovo del permesso di soggiorno, lo convocano per le impronte digitali ma quando è il suo turno gli dicono di tornare e che lo riconvocheranno. Ma non ha mai ricevuto quella lettera e in maggio, quasi tre anni dopo, dalla Questura ne ha invece ricevuta un’altra: gli comunicavano che il permesso non era rinnovato perché non si è presentato allo sportello per i rilievi delle impronte digitali... L’immigrato ha vinto il ricorso al Tar contro la Questura di Modena: i giudici amministrativi di Bologna hanno condannato il Ministero dell’Interno a pagare le spese di giudizio, che ammontano a 2mila euro, e soprattutto ha annullato il provvedimento che notificava che il permesso non sarebbe stato rinnovato.
Il ricorso è stato presentato da un cinese che lavora a tempo indeterminato e vive in Italia da anni. Non solo non ha mai avuto problemi con la giustizia ma non si è mai sottratto a ogni obbligo e adempimento burocratico per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno.
Nel settembre 2015 l’immigrato presenta domanda per il rinnovo del permesso. Una pratica che ormai conosce bene e che svolge ritualmente come gli viene ordinato dalle autorità di polizia. Su convocazione della Questura, il 4 novembre si presenta allo sportello per la pratica delle impronte digitali. Ma gli viene comunicato che purtroppo non si possono fare in quel momento i rilievi dattiloscopici e che gli avrebbero comunicato una nuova data per svolgere la pratica. Ma, «contrariamente da quanto affermato dalla Questura», il cinese dice di non aver mai ricevuto quell’invito a tornare. Scrivono i giudici: «La ricostruzione del ricorrente è ragionevole in quanto non si vede che interesse potrebbe avere un extracomunitario che lavora a tempio indeterminato a sottrarsi agli adempimenti necessari per il permesso di soggiorno». E in ogni caso la Questura, prima di archiviare la sua domanda di rinnovo, doveva mandargli un preavviso ma non l’ha fatto. Per questo il decreto va annullato per esaminare di nuovo la richiesta.
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