Castelvetro. Gruppo Cremonini, record di fatturato oltre i 4 miliardi
La soglia fatidica raggiunta a fine 2017, ora è primo in Italia perchè Ferrero è lussemburghese e Parmalat ha proprietà francese
CASTELVETRO. Qualcuno già sottolinea che il Gruppo Cremonini di Castelvetro è ormai diventato il primo gruppo alimentare italiano dopo che nei mesi scorsi è stata superata la fatidica soglia dei 4 miliardi di euro di fatturato. Altri lo classificano al terzo posto dopo Ferrero e Parmalat ma va detto che la holding del gruppo dolciario piemontese ha sede in Lussemburgo e che la cosiddetta “cassaforte” è a Montecarlo mentre Parmalat ha da tempo proprietà francese. Che sia il primo o il terzo gruppo del settore food in Italia poco importa perché è nei fatti la crescita inarrestabile in più ambiti del colosso fondato nel 1963 da Luigi Cremonini, a tutti gli effetti inventore della moderna industria della carne.
Il Gruppo di Castelvetro ha superato non solo i 4 miliardi di ricavi - di cui il 35% realizzato all’estero - ma è anche andato oltre i 16mila dipendenti. Il fatturato deriva per il 47% dalle attività di produzione (carni bovine, salumi e snack), per il 39% dal settore della distribuzione e il rimanente 14% dalle attività di ristorazione.
La famiglia Cremonini ha il totale controllo del gruppo attraverso una holding denominata Cremonini spa che controlla a sua volta tre subholding operative: Inalca spa al 71,6%, Chef Express spa al 100% e Marr spa al 50,4% che gestiscono in maniera autonoma il proprio business operando direttamente o attraverso società partecipate sui rispettivi mercati di riferimento.
Di certo stiamo parlando di uno dei più importanti gruppi alimentari privati in Europa che è attivo in tre aree di business: produzione, distribuzione e ristorazione. Il Gruppo è leader in Italia nella produzione di carni bovine e prodotti trasformati a base di carne (con i marchi Inalca, Montana, Manzotin, Ibis) e nella commercializzazione e distribuzione al foodservice di prodotti alimentari (società Marr). È leader in Italia nei buffet delle stazioni ferroviarie, vanta una presenza rilevante nei principali scali aeroportuali italiani e nella ristorazione autostradale ed è il principale operatore in Europa nella gestione delle attività di ristorazione a bordo treno (società Chef Express). E negli ultimi anni ha conquistato una presenza sempre più significativa nella ristorazione commerciale con i ristoranti a marchio Roadhouse Restaurant, che da tempo hanno superato quota 100 in Italia con una quindicina di altre aperture previste entro fine 2018.
I numeri del gruppo sono impressionanti se si pensa ai 12 stabilimenti produttivi in Italia, alle 27 piattaforme distributive nel mondo, oltre a 34 centri di distribuzione e 304 punti di ristoro in Italia, 200 treni serviti al giorno.
«Nel 2107 - dice l’Ad Vincenzo Cremonini - abbiamo investito oltre 128 milioni di euro che hanno sostenuto la crescita. Questa è la nostra strategia di sviluppo consolidata negli anni». —
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